Cosa ci faceva la Guardia Costiera italiana in acque maltesi?

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Sbarco negato per 140 clandestini recuperati nel Mediterraneo da un peschereccio italiano e poi trasferiti nella notte a bordo della “Gregoretti”, una nave della Guardia Costiera italiana. Il peschereccio aveva ‘soccorso’ i clandestini in acque di competenza maltese.

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Salvini ha negato l’approdo mentre era a Milano in visita al cantiere dell’ex Cie, destinato a diventare un Cpr (un centro di permanenza per i rimpatri): “Per fare le espulsioni occorrono i centri. In autunno sarà pronta una struttura che ospiterà 140 immigrati pronti per essere espulsi. A questo si aggiungono altre strutture in altre regioni italiane e potremo espellere più persone perché avremo più posto nei centri”.

E’ il Genio dell’Aeronautica Militare che sta ristrutturando l’edificio milanese e che ha ricevuto una commessa da poco meno di un milione di euro dal ministero dell’Interno.

“C’e un soccorso di 140 immigrati con le nostre motovedette e ho già dato indicazioni che non venga assegnato un porto prima che non ci sia sulla carta la redistribuzione in tutta Europa di tutti i 140 a bordo”.

In una nota dal Viminale si legge che il governo “ha ufficialmente interpellato la Commissione europea affinché coordini le operazioni di ricollocazione degli immigrati che attualmente sono a bordo di una nave della Guardia Costiera italiana. Si tratta di 135 persone. In attesa di risposte ufficiali, non è stato indicato alcun porto di sbarco”. Bruxelles ha dato conferma della richiesta: la Commissione europea fa sapere che “stamani ha ricevuto dall’Italia una richiesta per svolgere un ruolo di coordinamento attivo per agevolare lo sbarco dei migranti soccorsi che sono attualmente a bordo della nave della Guardia costiera italiana Gregoretti”. Da una precisazione di un portavoce della Commissione si rende noto che “come già fatto in molti casi simili in passato” Bruxelles “prenderà ora contatti con gli Stati membri”.

Ma, al di là di questo: per quale diavolo di motivo una nave della guardia costiera italiana è andata a fare scorta in acque di competenza maltese?

Da ieri sera la nave, partita da Lampedusa, è in attesa di conoscere il luogo dove dirigersi, attesa che, però, potrebbe essere lunga. Matteo Salvini questa mattina ha infatti dichiarato: “Ho dato disposizione che non venga assegnato nessun porto prima che ci sia sulla carta una redistribuzione in tutta Europa di tutti i 140 migranti a bordo”.

I clandestini sono stati prelevati in due fasi: cinquanta sono stati trasbordati da un peschereccio siciliano, “Accursio Giarratano”, mentre altre 91 erano su un gommone segnalato da un peschereccio tunisino.

Ricordiamo che il peschereccio italiano aveva ‘soccorso’ i clandestini in acque maltesi:

Peschereccio italiano ‘salva’ 50 clandestini in acque maltesi: Malta nega lo sbarco

L’imbarcazione siciliana era rimasta per quasi 24 ore in mare aperto in acque di competenza maltese, a fianco del natante. Ieri sera, poi, l’incredibile trasbordo sulla motovedetta della Guardia costiera, che però ancora è in navigazione. Solo cinque clandestini sono stati fatti sbarcare questa mattina a Lampedusa, per motivi sanitari. Gli altri sono in attesa di redistribuzione.

“L’Italia sta facendo la sua parte, una motovedetta ha raccolto due imbarcazioni in difficoltà”, ha dichiarato il ministro dell’Interno. “Nelle prossime ore – ha aggiunto – vedremo se alle parole dell’Europa seguiranno i fatti. Avremo modo di sperimentare la generosità di Francia, Germania, Spagna, Olanda e di tutti i Paesi che spesso e volentieri fanno la morale all’Italia. Se Macron pensa che tutti i barconi debbano arrivare in Italia ha sbagliato a capire”.

Stiamo importando gli assassini dei nostri carabinieri. Questo non è “fare la propria parte”, farlo sarebbe riportarli indietro. I porti, Salvini, o sono chiusi o no. Sbattitene della Ue e riportali in Libia.




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