Criminali chiedono asilo per rimanere in Italia: “Abbiamo famiglia”

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Due anni fa era stato arrestato dai carabinieri per una brutale rapina in villa messa a segno ai danni di un’anziana nel Bellunese, con la complicità di altri cinque connazionali. Per questo non gli è stato rinnovato il permesso di soggiorno per lavoro autonomo (!!!), e ora ‘rischia’ l’espulsione.

Per evitarla, chiede asilo politico perché ha ‘famiglia in Italia’: e sti cazzi? Portati anche loro.

Il kosovaro di 33 anni, pluripregiudicato, nella giornata di mercoledì, è stato accompagnato dagli agenti della Questura di Treviso presso il centro di espulsione di Ponte Galeria (Roma). Lo straniero viveva nella zona tra Fonte e San Zenone degli Ezzelini (da qui provenivano altri tre dei connazionali ritenuti responsabili dell’assalto) fin dal 2005. La donna era stata massacrata.

Un altro, invece, era sbarcato nel 2011 a Lampedusa, richiedendo asilo politico. Il cittadino tunisino, però, oggi di 32 anni, aveva subito cominciato a delinquere, rendendosi protagonista di risse, rapine, danneggiamenti, resistenze a pubblico ufficiale e altro. Alla fine, complessivamente, aveva incassato una pena di 8 anni e 6 mesi. Anche in carcere, si sarebbe reso protagonista di risse e di atteggiamenti violenti anche nei confronti del personale della polizia penitenziaria.

Alla fine, dopo anni di crimini, la magistratura ha deciso di applicare l’espulsione, in alternativa all’espiazione del residuo di pena che ancora gli restava da scontare. E’ stato quindi imbarcato di forza sul volo diretto da Roma a Tunisi. Non potrà tornare in Italia prima di 10 anni, se non rischiando un nuovo arresto e la carcerazione, per scontare la condanna restante. A curare l’accompagnamento e l’imbarco, il personale della questura di Rovigo. In particolare, l’ufficio Immigrazione.

Urgono rastrellamenti e deportazioni di massa di clandestini e delinquenti. E l’impossibilità di chiedere asilo per chi arriva da Paesi non in guerra. Ovvero il 99% di chi lo chiede.




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