Sindaci Pd rifiutano censimento Rom ma vogliono schedare Poliziotti, Salvini: “Grave”

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I sindaci del Pd non vogliono censire i Rom, vogliono continuare a mantenerli a spese degli italiani.

Salvini ha inviato ai prefetti la circolare nella quale chiede una relazione, entro due settimane, sulla presenza di insediamenti rom, sinti e camminanti in Italia. L’obiettivo del titolare del Viminale è quello di avere un quadro chiaro sui campi abusivi per predisporre un piano di sgomberi.

Ma i comuni piddini, tipo Bibbiano, si oppongono: “È grave che alcuni sindaci di sinistra si oppongano al censimento delle presenze nei campi rom, regolari o abusivi, visto che per queste realtà vengono spesi (quasi sempre male) milioni di euro di fondi pubblici al mese”.

Comuni come quello di Milano, che fa sapere: “Se arriveranno, come pare, richieste dal Ministero dell’Interno, riguardanti la necessità di organizzare il censimento su base etnica volto a organizzare sgomberi generalizzati, io non darò minimamente il mio contributo e sono certo che l’Amministrazione comunale in futuro, allo stesso modo, non si presterà”.

Sala: “Bisognerà capire innanzitutto a che scopo si fa il censimento: se il censimento lo si fa per chiudere i campi, io mi chiedo poi come gestiamo la questione. A furia di chiudere o di limitare, come nel caso degli Sprar, l’accesso di persone che non hanno un luogo dove stare, questi luoghi poi ce li troviamo in giro per la città. Il mio terrore è che i milanesi vedano più nomadi in giro per la città e che le lamentele aumentino. Non ho mai detto di essere contrario alla chiusura dei campi rom, però bisogna trovare le soluzioni. Il punto è: il censimento perché?”.

Come dire che per non vedere zingari e claandestini in giro, li dobbiamo mantenere. Invece no: perché se li sgomberi, cambiano aria e vanno in un Paese meno ostile, visto che non ci sono frontiere. Pensateci: senza frontiere i criminali e i parassiti scelgono il Paese più ospitale. E l’Italia del Pd lo era.

Non vogliono censire i Rom. Ma vogliono schedare i poliziotti. Nell’elenco di proposte di modifica al decreto sicurezza bis presentate a Montecitorio, infatti, ne spuntano due all’articolo 7 che puntano a identificare gli agenti schierati in strada. La prima porta la firma di Stefano Ceccanti (Pd), la seconda quella di Luigi Gallo e altri 4 grillini. Il dem vorrebbe imporre che i poliziotti espongano “in maniera visibile un codice di riconoscimento volto a consentirne l’identificazione durante il servizio di ordine pubblico in relazione al reparto di appartenenza”. Certo, i numeri dovranno essere assegnati “secondo criteri di rotazione” per impedire che un agente resti marchiato a vita. Ma poco cambia. L’emendamento M5S è praticamente uguale (ampie frasi sono proprio identiche).

Entrambi i partiti (il Pd nello stesso testo, il M5S in un secondo emendamento) vorrebbero pure introdurre “micro telecamere sul casco o sull’equipaggiamento” per “la ripresa di quanto accade in situazione di criticità per l’ordine pubblico”. Si tratta di una richiesta avanzata anche dai sindacati di polizia, e che sa di contentino per far digerire l’amara pillola della schedatura.

A dire il vero, quella dell’identificazione dei poliziotti è un vecchio cavallo di battaglia. Già in passato avevano tentato un blitz simile. Salvini però si è sempre detto contrario, visto che gli agenti “sono già facili bersagli dei delinquenti”. Ora si ritrova con una nova gatta da pelare. Cosa farà il M5S? Forzerà la mano per dare ulteriore fastidio all’alleato? Non è un caso se anche i sindacati di polizia hanno notato il “tempismo sospetto” con cui i “due partiti che hanno un conto in sospeso con la Lega” si sono coalizzati “per chiedere qualcosa che metterà ulteriormente in pericolo l’incolumità dei poliziotti”.

“Questa è una vera dichiarazione di guerra alle Forze di Polizia – attacca Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp – in un momento storico fatto di attacchi virulenti, di criminalizzazioni velenose, di aggressioni e di attentati quotidiani all’incolumità dei servitori dello Stato, è vergognoso che si torni a dare addosso a chi lavora per la sicurezza del Paese”.




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