I clandestini della Sea Watch sono ‘disperati’. Hanno pagato migliaia di dollari per venire in Italia, e ora non possono sbarcare.

Sea Watch sembra voler dare corso all’intenzione di violare il divieto di ingresso nel territorio italiano, annunciato nei giorni scorsi dalla capitana Carola Rackete, per far approdare a Lampedusa i 42 clandestini da quasi due settimane sulla nave della ong tedesca che li ha prelevati in Libia, rifiutando di portarli a Tripoli o Tunisi.
Si attendeva la decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo che ieri, però, ha detto no alla richiesta di sbarco, ma questo sembra non avere cancellato il progetto. Si evince dall’appello lanciato dalla Ong: “Se il nostro capitano Carola porta i migranti soccorsi in un luogo sicuro, come previsto dalla Legge del mare, deve affrontare multe salate in Italia. Aiuta a difendere i diritti umani e dona al fondo di assistenza legale Sea Watch”.
Sono dei criminali. Dei terroristi. Che in questi anni hanno traghettato in Italia altri criminali e altri terroristi.
🔵 Questa mattina abbiamo comunicato ai naufraghi la decisone della Corte di rigettare il ricorso.
Sono disperati. Si sentono abbandonati.
Ci hanno detto che la vivono come una negazione, da parte dell’Europa, dei loro diritti umani. pic.twitter.com/j5D9E8213V
— Sea-Watch Italy (@SeaWatchItaly) June 26, 2019
In pratica, si preparano a violare le nostre acque territoriali. I tedeschi hanno il vizio di violare i confini altrui. Solo che prima, almeno, lo facevano per volontà di potenza, ora lo fanno per una patologia senile umanitarista.
Si attendono minacce di suicidio è autolesionismo dei migranti bordo di @seawatchcrew. pic.twitter.com/pctDLue8qJ
— Francesca Totolo (@francescatotolo) June 26, 2019

Si possono buttare pure in mare ovviamente per galanteria prima donne e bambini
“Se la nostra Corsaressa Negra
segue la legge del mare, che le chiede
di portare le persone salvate in un
porto sicuro,potrebbe affrontare pesan-
ti condanne a Maracaibo. Aiuta a difendere
i diritti umani,condividi questo post e
fai una donazione per la difesa legale”
(E. Salgari Jr.)