Sea Watch pronta ad entrare in acque italiane: parte raccolta fondi per pagare multa

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I clandestini della Sea Watch sono ‘disperati’. Hanno pagato migliaia di dollari per venire in Italia, e ora non possono sbarcare.

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Sea Watch sembra voler dare corso all’intenzione di violare il divieto di ingresso nel territorio italiano, annunciato nei giorni scorsi dalla capitana Carola Rackete, per far approdare a Lampedusa i 42 clandestini da quasi due settimane sulla nave della ong tedesca che li ha prelevati in Libia, rifiutando di portarli a Tripoli o Tunisi.

Si attendeva la decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo che ieri, però, ha detto no alla richiesta di sbarco, ma questo sembra non avere cancellato il progetto. Si evince dall’appello lanciato dalla Ong: “Se il nostro capitano Carola porta i migranti soccorsi in un luogo sicuro, come previsto dalla Legge del mare, deve affrontare multe salate in Italia. Aiuta a difendere i diritti umani e dona al fondo di assistenza legale Sea Watch”.

Sono dei criminali. Dei terroristi. Che in questi anni hanno traghettato in Italia altri criminali e altri terroristi.

In pratica, si preparano a violare le nostre acque territoriali. I tedeschi hanno il vizio di violare i confini altrui. Solo che prima, almeno, lo facevano per volontà di potenza, ora lo fanno per una patologia senile umanitarista.




5 pensieri su “Sea Watch pronta ad entrare in acque italiane: parte raccolta fondi per pagare multa”

  1. “Se la nostra Corsaressa Negra
    segue la legge del mare, che le chiede
    di portare le persone salvate in un
    porto sicuro,potrebbe affrontare pesan-
    ti condanne a Maracaibo. Aiuta a difendere
    i diritti umani,condividi questo post e
    fai una donazione per la difesa legale”
    (E. Salgari Jr.)

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