Si trattava di “una sperimentazione didattica che puntualmente ho annunciato ai ragazzi”: è la replica del maestro che in una scuola elementare del folignate che si è rivolto a un alunno nero dicendo ai compagni “vero che brutto?”.

Il docente è stato intervistato da “Porta a Porta”, perché questi sono casi nazionali, mica se la mafia nigeriana mette a ferro e fuoco Ferrara: una stupidaggine in una scuola di Foligno.
Il maestro ha spiegato di aver informato gli alunni di quanto stava per compiere in classe. “Ho detto – ha sostenuto ancora il maestro -: possiamo fare una cosa di questo tipo? E loro mi hanno risposto: proviamo”. L’uomo ha spiegato anche di avere avvisato gli alunni e sottolinea che in quel momento in classe si parlava “della Shoah, dell’integrazione”. “E quindi – ha concluso il maestro – era per suscitare una provocazione”.
Insomma, era un esperimento antirazzista che è scoppiato in mano al maestro integrazionista:
Dacci oggi la nostra emergenza ‘razzista’. Dall’uomo di Torino alla lavagna di Foligno. Passando per le svastiche rovesciate di Melegnano.
