Capodanno cinese a Prato, il PD svende la città a Pechino

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GLI INVASI CHE FESTEGGIANO GLI INVASORI

I cinesi hanno occupato Prato, ormai una sorta di provincia di Shangai. E i collaborazionisti godono di questa occupazione fatta di fabbriche con clandestini in nero che hanno devastato il tessuto economico della provincia.

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Sono iniziati oggi, con una cerimonia inaugurale alle 10, i festeggiamenti del capodanno cinese a Prato. Nemmeno fossimo in Cina, ma forse lo siamo. Circa duecento persone hanno assistito ai saluti delle autorità, tra cui il console cinese a Firenze Wang Fuo e il sindaco di Prato Matteo Biffoni, ed hanno ammirato sfilare decine di figuranti tra le lanterne allestite in Piazza del Mercato Nuovo, proprio di fronte al tempio buddista che ha organizzato e finanziato la manifestazione per oltre 200 mila euro. Il sindaco Matteo Biffoni ha ricordato come “l’integrazione passi anche da momenti culturali come questi”, mentre la consigliera regionale pratese Ilaria Bugetti ha spiegato che la festa “è un’occasione per conoscere le usanze di una comunità così vicina eppure per molti versi così lontana da noi”.

Ora la sostituzione etnica viene definita ‘integrazione’.

E’ come se a Parigi, durante l’occupazione nazista, avessero organizzato sfilate con le autorità ad applauire. L’hanno fatto, li chiamavano collaborazionisti.




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