A Sanremo arriva la canzone in arabo. Quell In gara alla kermesse che prenderà il via il prossimo 5 febbraio, c’è anche la “Soldi” di tal Mahmood, nome d’arte di Alessandro Mahmoud, rapper nato a Milano 24 anni fa, da madre italiana e padre egiziano. Simbolo dell’invasione anche sessuale.

Nel testo della canzone che tratta la storia delle seconde generazioni di immigrati stile banlieus parigine che ora affollano anche le nostre degradate periferie, ci sono diverse parole in arabo come “Ualadì”, “habibi”.
E lo chiamano “Festival della canzone italiana…”.

Ueh…Alladin….e i 40 macron….
..habibi…amigo mio…nethamiao….miao…miao…miao…
(non proseguibile oltre per il rischio di invasione felina)
etc…etc…
Baglioni estasiato dal testo….e dall’altro testo sull’assegno che gli hanno firmato…..e poi baglioni….i suoi coglioni sono illuminati da incredibili abbagli di luce (da cui il suo nome)…..mica come noi, poveri fessi ……
Azzoccolati ad ascoltare il mare…..
Quanto tempo siamo stati
Senza lucrare…
Seguire il tuo gorilla con un dito
Mentre il vento accarezzava piano
Il mio conticino…
E tu…
Fatta di coca, tu….
E di sorrisi ebeti, tu
Ed io…
A piedi nudi, io
Sfilavo i tuoi risparmi, io
E fermarci a lucrare
Con una boldrina….
E poi chiudere i porti
Non pensare più
Senti allah anche tu
Ce l’hai sgonfio anche tu
E nascosti nell’ombra della sera poche scimmie…….
Ed un brivido improvviso…..
Sulla tua pelle (del portafoglio)
Poi correre felici a perdifiato
Fare a gara per vedere
Chi lo prende dietro…
E mi piace allah
E mi piace di più
Forse sei l’amore….
….per il mio posterioreee….