Con Salvini meno sbarchi che con il PD in 48 ore

Nel 2018 che si volge a conclusione sono sbarcati 23.370 clandestini. Di questi, quelli ‘di Salvini’, sono stati 9.839 : se tenete conto che sotto Salvini abbiamo tutti i mesi estivi, si tratta di un trionfo.
Basti pensare che al tempo del Pd, nel giugno dell’anno scorso vennero registrati 12mila clandestini sbarcati in quarantotto ore. Ne sono sbarcati meno con Salvini in 6 mesi che con la sinistra in 2 giorni.
Ad essere praticamente azzerato è stato il flusso dalla Libia. Letteralmente quasi a zero durante la cura Salvini: la politica dei porti chiusi alle Ong colpisce soprattutto il traffico dalla Libia. Di altra natura e di più difficile soluzione quello da Tunisia e Algeria. E soprattutto dalla Turchia. Ma rappresenta numeri molto più ridotti e, nel caso dei primi due Paesi, con espulsioni dirette di chi sbarca.
Nel 2019 dovremo fare attenzione alla situazione tunisina:
Ma intanto, la cura Salvini sta già svuotando gli hotel:
Effetto Salvini: 30 mila finti profughi hanno già lasciato hotel
Meno le strade. Per questo servono le espulsioni di massa. Che nessuno si aspettava iniziassero dopo pochi mesi di governo con la situazione lasciata da chi c’era prima.
In conclusione, i porti chiusi hanno generato un crollo degli sbarchi dai 181.436 del 2016 e dai 119.369 dell 2017 ai 23.370 di quest’anno.
Nel periodo di governo populista, con Salvini al Viminale, sono invece sbarcati come detto 9.839 clandestini. Nello stesso periodo dello scorso anno erano stati 55.613
Questo significa che la politica dei porti chiusi è alla base del calo dello sbarco di circa 46 mila immigrati. Un crollo di circa l’83 per cento. Che ha accelerato a dicembre a – 85 per cento.
