Goldman Sachs minaccia il governo populista

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Secondo gli sciacalli di Goldman Sachs, la banca d’affari Usa, sarebbe difficile per l’esecutivo populista superare la metà del prossimo anno (che sopravviva quindi all’esito delle elezioni europee) ed è possibile che venga sostituito da un governo di centrodestra.

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“È improbabile che il governo sopravviva fino alla metà del prossimo anno”, si legge. Più facile che venga “sostituito da un esecutivo internamente più coerente o di centrodestra o di centrosinistra, che segua una politica di bilancio meno aggressiva, incentrata o su tagli alle tasse (flat tax) o su un aumento dei trasferimenti (come il reddito di cittadinanza, ndr), ma non su entrambe le misure”. Un tale risultato, scrive ancora Goldman Sachs, “limiterebbe l’aumento del deficit e del debito pubblico rispetto al programma del governo attuale”.

Forse quelli di GS sono un po’ ignoranti con i numeri in Parlamento. Attualmente, a meno di nuove elezioni, in cui trionferebbe la Lega con chiunque si presentasse – magari anche da sola -, non esiste una possibile maggioranza che non comprenda sia Lega che M5s. Obbligati a governare insieme, magari senza l’orpello dei quattro grillini rossi e con l’ingresso di FdI.

Al momento la coalizione di maggioranza è ben vista dal 60% dell’elettorato, sottolinea la potente banca d’affari, secondo cui “l’attuale governo sopravviverà almeno fino alle prossime elezioni europee di maggio e non tornerà indietro dai suoi propositi in materia di politiche di bilancio almeno fino a quel momento”.

Tale valutazione si basa sul fatto che i “partiti di governo puntano a massimizzare il voto alle europee e potrebbero cercare di realizzare alleanze con altri partiti europei che condividano una visione simile, con l’obiettivo di cambiare la rete istituzionale nella direzione da loro preferita (allentamento delle regole fiscali, cambio del mandato della Bce, stretta sulle politiche riguardanti l’immigrazione)”.

Tuttavia, osserva la banca americana, “se la situazione economica italiana dovesse peggiorare, il supporto elettorale potrebbe diminuire e le strategie potrebbero cambiare: o Lega e M5S resterebbero alleati cambiando però la politica economica rendendola più credibile, o ci potrebbero essere nuove elezioni e un nuovo governo, o di centrodestra o di centrosinistra ma con una inversione rispetto alle attuali politiche economiche”.

Poco probabile, invece, sostiene Goldman Sachs, la nascita di un governo tecnico o di uno di larghe intese, che non avrebbe il voto di fiducia in Parlamento.

Non bisogna sopravvalutare le capacità di analisi di queste banche d’affari. Sono le stesse che hanno condotto il mondo sull’orlo del disastro nel 2008, e che ce lo stanno riportando: la prossima crisi globale sarà ancor più disastrosa. Perché le banche centrali non avranno possibilità di abbassare tassi già ai minimi.




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