Profugo lancia assi contro auto, sprangate a poliziotti: feriti

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Momenti di paura ieri mattina attorno alle 10.30 sulla sp235 tra Lodi e il casello dell’A1 dove un nigeriano, richiedente asilo, dalla pista ciclabile che corre parallela all’ex statale raccoglieva pietre e le scagliava contro automobilisti in transito.

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Sul posto sono intervenute due pattuglie della Polizia ma sono occorsi diversi minuti perché gli agenti potessero mettere in atto le misure necessarie per ammanettare A.B., profugo 28enne, evitando di ferirlo. Perché in Italia se ferisci il migrante commetti sacrilegio, meglio che il migrante sia libero di uccidere gli automobilisti.

L’uomo, che era molto violento, non appena ha visto gli agenti ha iniziato dapprima a lanciare i sassi contro di loro, poi ha brandito una sbarra di legno con infissi dei chiodi con cui è riuscito a ferire uno degli agenti ad una spalla.

Alla fine l’aggressore è stato fermato con l’ausilio dello spray al peperoncino e portato in Questura.

Oggi sarà processato per direttissima con le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato, getto pericoloso di cose. Quattro le persone che hanno sporto denuncia perché si sono ritrovate con l’auto danneggiata: tra questi un automobilista a cui è stato rotto il vetro posteriore dell’auto e che è rimasto ferito ad un braccio, un’altra colpita alla portiera; altre macchine erano invece in sosta lì accanto.

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L’agente ferito, che aveva una vistosa ecchimosi al braccio, è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore dove è stato medicato; per lui una prognosi di una settimana.

Il soggetto era già noto sia alla Questura di Lodi che a quella di Milano per aver compiuto in varie occasioni atti analoghi: il 28enne nigeriano, infatti, giunto in Italia come richiedente protezione internazionale, si era visto respingere la domanda lo scorso febbraio, dopo anni: necessari a scoprire che non c’è la guerra in Siria.

Ma nonostante il respingimento, non era stato espulso. Da allora si sposta tra Milano e il capoluogo lodigiano. Ieri era poco distante dalla struttura di accoglienza profughi alle porte del capoluogo dove forse era vissuto o aveva conoscenze.

Urgono aerei carichi di questa feccia verso l’Africa. Perché qui è arrivato il peggio dell’Africa.