Cambridge Analytica: Facebook a picco in Borsa, si sono accorti che raccoglie i dati degli utenti

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La vicenda della Cambridge Analytica è bizzarra. D’improvviso i media di distrazione di massa si sono accorti che facebook raccoglie i dati degli utenti. Che, tra l’altro, sono così volenterosi nel darli.

Tanto che Facebook perde il 5 per cento in borsa dopo il caso. Ma è un caso?

No. La società di analisi dati Cambridge Analytica, che ha anche collaborato alla campagna elettorale di Donald Trump, non ha violato milioni profili Facebook. Ha semplicemente acquisito i dati raccolti legalmente dallo psicologo dell’università di Cambridge Aleksandr Kogan e del capo di Eunoia Technologies, Christopher Wylie.

Kogan aveva creato un app dal nome thisisyourdigitallife proponendo test di personalità predittivi. Chi partecipava ai quiz della App cedeva, come accade sempre su facebook, i propri dati. Successivamente, Kogan ha ceduto i dati a Cambridge Analytica. Che li ha utilizzati, anche, per affinare le proprie campagne di marketing.

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Questo accade ogni giorno su facebook. Facebook è un grande raccoglitore dei vostri dati. Ogni vostra azione, foto, scelta, viene immagazzinata come dato e poi utilizzata per vendervi prodotti. C’è chi dice venga anche utilizzata dal governo americano, che così non ha più i problema di spiare, visto che gli utenti cedono volontariamente tutte le proprie informazioni. E sarebbe uno dei motivi per i quali facebook è nato come progetto DARPA, ma questa è un’altra storia.

Non solo Facebook. Anche terzi – come lo piscologo di Cambridge – che creano App possono attingere ai vostri dati, in modo legale. Accade ogni volta che utilizzate una App e vi viene chiesto di aderire alla cessione di dati al realizzatore della applicazione.

Ma Cambridge Analytica ha partecipato alla campagna di Trump e a quella sulla Brexit, quindi si deve inventare ciò che non esiste. E sorprendersi perché facebook raccoglie dati.




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