L’ultimo tradimento del PD: petrolio italiano ceduto alla Francia

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Il Trattato di Caen, sottoscritto il 21 marzo del 2015 dal governo abusivo, entrerà in vigore il 25 marzo.

Ne abbiamo parlato giorni fa:

Francia annette mare italiano, governo inerte

Nei giorni successivi è rimbalzato su tutti i giornali.

Il trattato prevederebbe la ratifica da parte del nostro parlamento. Ma il governo francese ha deciso di agire in modo unilaterale con la complicità del nostro governo mai eletto e scaduto.

Ora, in assenza di un intervento da parte del governo italiano, il trattato entrerà in vigore. E noi perderemo i nostri mari. E’ l’ultimo tradimento del PD.

Con una novità, rispetto a quanto già scritto. Non solo il trattato rappresenta una vera e propria cessione di acque territoriali sarde, liguri e toscane senza alcuna contropartita (conosciuta, magari a quelli del PD qualcosa torna) alla Francia, perché ‘grazie’ ad un cavillo l’accordo estenderebbe le competenze di Parigi anche allo sfruttamento degli idrocarburi sotto il fondale marino.

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Giacimenti potenzialmente in grado di fornire decine di miliardi di metri cubi di gas e centinaia di milioni di barili di petrolio.

“Come era facilmente prevedibile e come avevo più volte sottolineato nelle settimane scorse, la Liguria e il Ponente in particolare rischiano di essere umiliati dal moribondo governo di centrosinistra”. Lo dichiara l’onorevole Giorgio Mulè (FI), intervenendo sulla questione delle possibili trivellazioni petrolifere concesse alla Francia dal trattato di Caen.

“Sui giornali tornano a fare capolino notizie sull’evoluzione del trattato di Caen tra Italia e Francia che, se confermate, sarebbero l’ultimo atto di tradimento dell’esecutivo Gentiloni. L’articolo 4 del trattato firmato nel 2015 dallo stesso Gentiloni, e non ratificato dal Parlamento, prevede nei fatti libertà di trivellare per i francesi alla ricerca di giacimenti petroliferi in territorio italiano. Viene anche indicata la data del 25 marzo 2018 come ultima per tentare di fermare questo scempio”.

“Ad oggi – continua Mulè – il nostro governo moribondo brilla per il suo silenzio. È bene ricordare che quel trattato regala il nostro mare ai francesi: è stato ed è una tragedia per i pescatori del Ponente”.

“In attesa dell’insediamento della Camera dei Deputati il 23 marzo – conclude Mulè – assicuro tutti che avvierò immediatamente ogni passo affinché non si consumi la beffa delle beffe ai danni del Ponente e della Liguria”

“Dopo le notizie molto preoccupanti legate all’attuazione del Trattato di Caen frutto di un’incredibile sottovalutazione da parte del Governo italiano, con gli eurodeputati Lara Comi e Salvatore Cicu (entrambi iscritti al gruppo del Partito Popolare Europeo) abbiamo condiviso un’importante iniziativa presso la Commissione europea e il Governo italiano per evitare ulteriori mortificazioni alla Liguria, alla Sardegna e all’Italia tutta. I due eurodeputati, già attivi e determinati sulla vicenda, hanno immediatamente preso contatti con il commissario europeo all’Ambiente, agli Affari marittimi e alla Pesca, Karmenu Vella, al quale invieranno già nelle prossime ore una nota sulla questione. L’impegno degli eurodeputati Comi e Cicu si affianca a quello che, subito dopo l’inserimento delle Camere il 23 marzo, sarà avviato da me nei confronti del Governo italiano per evitare di scrivere una pagina vergognosa per gli interessi italiani”. Così dichiara in una nota Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia.

Viene un dubbio. Chi ha scelto la data delle elezioni, con la consapevolezza che non ci sarebbe stato un nuovo governo in carica prima del 25 marzo, lo ha fatto perché si trovasse davanti al fatto compiuto?

E su che basi, un governo non eletto, che il 4 marzo abbiamo scoperto avere l’appoggio di meno del 20 per cento degli italiani, si è permesso di firmare un trattato che prevedeva, in violazione della Costituzione, di non avere il necessario beneplacito parlamentare?

Stiamo parlando di cessione di territorio. Insieme alla legge sulla Cittadinanza è ciò di più sacro che c’è in una nazione. Siamo in presenza di traditori.




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