Grillo svela il ‘reddito di nascita’, pagati per non lavorare

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Grillo si avventura nello sviluppare il tema, molto attuale, del ‘mondo senza lavoro’, passando dal ‘reddito di cittadinanza’ a quello ‘di nascita’

“Una società evoluta è quella che permette agli individui di svilupparsi in modo libero, generando al tempo stesso il proprio sviluppo. Per fare ciò si deve garantire a tutti lo stesso livello di partenza: un reddito, per diritto di nascita. Soltanto così la società metterà al centro l’uomo e non il mercato”. Poi nel suo post parla anche del lavoro e dell’occupazione e così si avventura in un ragionamento che di fatto appare decontestualizzato dall’emergenza occupazionale di questi anni: “Una società evoluta è quella che permette agli individui di svilupparsi in modo libero, generando al tempo stesso il proprio sviluppo. Per fare ciò si deve garantire a tutti lo stesso livello di partenza: un reddito, per diritto di nascita. Soltanto così la società metterà al centro l’uomo e non il mercato”. Dunque il lavoro passa in secondo piano, per Beppe basta incassare il reddito di nascita.

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E questo concetto le esplicita meglio nella seconda parte del suo post: “Politici ed economisti si impegnano tutti a capire come produrre di più. Dobbiamo pagare il debito, gridano. Dobbiamo lavorare di più, essere più produttivi, tagliare la spesa improduttiva – continua Grillo – Siamo condizionati dall’idea che ‘tutti devono guadagnarsi da vivere’, tutti devono essere impegnati in una sorta di fatica perché devono giustificare il loro diritto di esistere.Siamo davanti ad una nuova era, il lavoro retribuito, e cioè legato alla produzione di qualcosa, non è più necessario una volta che si è raggiunto la capacità produttiva attuale. Si vuole creare nuovo lavoro perché la gente non sa di che vivere, si creano posti di lavoro per dare un reddito a queste persone, che non avranno un posto di lavoro, ma un posto di reddito, perché è il reddito che inserisce un cittadino all’interno della società. Una società evoluta è quella che permette agli individui di svilupparsi in modo libero, generando al tempo stesso il proprio sviluppo. Per fare ciò si deve garantire a tutti lo stesso livello di partenza: un reddito, per diritto di nascita. Soltanto così la società metterà al centro l’uomo e non il mercato”.

La questione va analizzata senza schemi ideologici, perché sarà il problema del futuro. E lo è già, in parte, del presente.

La tecnologia, soprattutto la svolta robotica, renderà obsoleto più delle metà dei lavori attuali. Questo avrà un impatto devastante sulla società, rendendo di fatto ‘inutile’ in senso produttivo una parte consistente della popolazione. A quel punto si dovrà decidere cosa fare. Una delle soluzioni immaginate è quella di tassare la produzione ormai automatizzata per ‘sussidiare’ i disoccupati strutturali. Grillo lo chiama ‘reddito di nascita’.

Questo comporta però un problema. Crea una società di ‘parassiti’. Perché il lavoro nobilita l’uomo, lo rende parte della società. Essere mantenuti, invece, prostituisce l’uomo, lo degrada anche moralmente. Basti vedere il declino che colpisce le élite aristocratiche.

Per questo è necessario, invece, prendere altre strade. Innanzitutto bloccare l’immigrazione: se lo sviluppo tecnologico eliminerà, come sta già facendo, una parte considerevole di lavori, è stupido importare manodopera non qualificata che andrà soltanto ad aumentare una sottoclasse parassitaria. Poi impedire le delocalizzazioni. E sarà anche necessario legare l’eventuale ‘sussidio’ per chi è espulso in maniera cronica e strutturale dal lavoro a qualcosa di produttivo.

Inutile dire che visto tutto questo, chi parla di ‘inverno demografico’ non ha compreso nulla del futuro che ci attende.




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