Negli ultimi dieci anni gli omicidi delle donne sono calati del 20%, passando da 150 a 121. Il 34% degli omicidi, mentre il 66% riguarda uomini, vittime di serie b. E’ solo uno dei dati contenuti nello speciale che ‘Poliziamoderna’, la rivista della Polizia, pubblica in occasione dell’8 marzo.
E anche nel ‘femminicidio’ si conferma la preponderanza degli immigrati, come nel resto dei crimini. Gli autori sono infatti nel 40% dei casi stranieri, che però rappresentano ‘solo’ l’8/9 per cento della popolazione residente. Il che significa che hanno un’incidenza ad uccidere le donne circa 5 volte superiore agli italiani. Non male.
Si conferma quindi la bufala del cosiddetto ‘femminicidio’. Il che non è strano, ma pone l’Italia ai minimi al mondo in quanto a omicidi di femmine.

L’Italia è il paese sviluppato dove le donne corrono il minor rischio di essere uccise. Infatti, nel periodo 2004-2015 ci sono stati in Italia 0,51 omicidi volontari ogni 100 mila donne residenti, contro una media di 1,23 nei trentadue paesi europei e nordamericani per cui si dispone di dati Unodc. Le differenze sono ampie. I paesi della ex Urss e gli Usa sono quelli dove le donne sono più a rischio, con tassi quattro volte superiori rispetto all’Italia, mentre i più sicuri sono gli stati dell’Europa meridionale, con l’Italia al 32esimo e ultimo posto per tasso di omicidi. Il che dimostra che la modernità tanto decantata nel Nordeuropa è fattore di rischio, al contrario di come belano le boldrine.

Se ne deduce, dai freddi numeri, che l’emergenza femminicidio è una invenzione mediatica creata ad hoc per accalappiare fondi pubblici da parte delle a$$ociazioni boldrinesche. E questo senza parlare del fatto che quasi la metà dei ‘femminicidi’ avvengono per mano di immigrati.
I dati dovrebbero imbarazzare i cultori del genere, ma non accadrà. Oggi, infatti, i media di distrazione di massa sono tutti impegnati nel molestarci occhi ed orecchie con la fandonia del ‘femminicidio-emergenza-maschi-cattivi’. E’ un puerile tentativo di distogliere l’attenzione da fenomeni emergenziali reali: è tipico del totalitarismo moderno manipolare la popolazione tentando di frammentarla.
Nel frattempo, infatti, ogni giorno 8 donne vengono stuprate da un immigrato. Sono migliaia ogni anno. Ma non sembra, perché i media di distrazione di massa non ne parlano. Parlano di ‘femminicidio’.

Sia chiaro. Come tutte le morti, quella di una donna per mano di un uomo è una tragedia. Ma il ‘femminicidio’ – termine osceno visto che scinde il valore di una persona a seconda del genere sessuale – è uno di quei crimini che è sempre esistito e che sempre esisterà. Non è ‘comprimibile’ per legge, come dimostra l’approvazione del reato servito solo ad arricchire la associazioni boldrinesche. Esattamente come non è eliminabile il reato di infanticidio o il dramma del suicidio: ogni tanto l’essere umano impazzisce e commette atti insensati, e li commette verso chi ha più vicino.

Spesso, anzi quasi sempre, infatti, l’uccisione della ‘partner’ (altro termine osceno) è seguito dal suicidio dell’uomo. E qui vorremmo aprire un’altra riflessione: molti dei ‘femminicidi’ nascondono, in realtà, un altro fenomeno, quello dell’omicidio suicidio dovuto alla catastrofe economica in corso.
