Trump scatenato, maxi retata anti-clandestini: “Chi li assume sarà punito”

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Retata anti-immigrati. Gli agenti federali prendono di mira un simbolo onnipresente nel paesaggio americano, una delle insegne familiari a molte generazioni: la catena 7-Eleven, quei supermercatini dove trovi tutto l’essenziale anche a tarda sera, disseminati nelle periferie urbane o nelle stazioni di servizio autostradali.

L’amministrazione Trump vuole lanciare un segnale sull’immigrazione clandestina: non saranno perseguiti solo gli stranieri senza permesso di residenza, ma anche chi li assume a danno dei lavoratori locali.

Il blitz viene presentato esplicitamente come un avvertimento a tutti i datori di lavoro che cercano di sfruttare braccia low-cost.

Le perquisizioni sono scattate all’alba, in 17 diversi Stati Usa, da Los Angeles a New York. Gli agenti del corpo speciale Immigration and Customs Enforcement (Ice) hanno fatto irruzione in un centinaio di quei mini-supermercati 7-Eleven.

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Arrestati almeno 21 manager dei punti vendita. “L’operazione di oggi – ha dichiarato il capo dell’Ice Thomas Homan – lancia un messaggio forte a quelle aziende americane che assumono e impiegano manodopera illegale. Faremo rispettare la legge, e chi viene trovato in infrazione ne pagherà le conseguenze”.

La 7-Eleven, una multinazionale che ha il suo quartier generale nel Texas e oltre 60.000 negozi nel mondo, ha scaricato la responsabilità in un comunicato dove ha sottolineato che opera col sistema del franchising per cui ogni supermercato ha “un proprietario-manager, un imprenditore indipendente, che è l’unico responsabile della sua manodopera, ivi compreso per i controlli sullo status di residenza e permesso di lavoro”. Comodo.

A Prato, ad esempio, basterebbe inviare l’esercito e circondare i capannoni cinesi. In mezz’ora sparirebbero centinaia di clandestini.




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