Etiopia chiude adozioni internazionali, radical chic a bocca asciutta

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Duro colpo ai radical chic occidentali, che sono soliti lavarsi la coscienza adottando bambini africani e strappandoli dal loro luogo natio: il parlamento etiope ha appena approvato una legge che vieta le adozioni da parte di coppie straniere. La nuova legge entrerà in vigore nelle prossime settimane con l’inserimento in Gazzetta ufficiale. Il testo sottolinea che orfani e ragazzi vulnerabili vanno proprio “difesi e tutelati da abusi all’estero”, affidandone la cura a “meccanismi locali di sostegno”. La notizia è stata ufficializzata dal sito governativo Fana Broadcasting Corporate. Alcuni parlamentari hanno evidenziato il fatto che tale divieto aiuterà ad alleviare i problemi di identità e psicologici dei bambini.

Niente più bimbi adottati all’estero: l’Etiopia chiude le porte ai buonisti occidentali

Il tema dell’adozione dei bambini etiopici da parte di coppie straniere era al centro di un acceso dibattito nel Paese dopo che nel 2013 una 13enne è morta negli Stati Uniti e i genitori adottivi sono stati condannati per omicidio colposo. Già quell’anno le adozioni estere in Etiopia crollarono del 90% e ancora nel 2016 la flessione è stata di almeno il 5%, facendo scendere a 5.372 il numero di piccoli orfani adottati da persone straniere. Si calcola comunque che un’adozione internazionale su cinque negli Usa riguardi un minore etiope. L’Etiopia è una destinazione molto richiesta da potenziali famiglie adottive straniere, come fu il caso per la coppia Brad Pitt-Angelina Jolie.

Chi vuole aiutare i bambini li adotta a distanza. Senza strapparli dalla loro terra. Gli altri, in genere, cercano un cucciolo. Ma poi crescono, e sono un danno per la società che li ospita, perché disadattati. E per se stessi.

Adottate bambini italiani. Se volete aiutare bambini senza genitori fuori dall’Europa, adottate a distanza: ne potrete aiutare 10 invece di 1 con gli stessi soldi. E’ meglio per loro e per noi. I bambini hanno il diritto a vivere nel proprio habitat naturale senza subire uno choc culturale che, spesso, genera infelicità e tragedie.




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