Profugo manda all’ospedale agente: “Questi sono fuori controllo”

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Ancora violenza da parte di richiedenti asilo. E’ accaduto a Chioggia, dove un agente di polizia, intervenuto per un normale controllo, è stato aggredito e mandato all’ospedale.

Lo segnala il sindacato Ugl Polizia di Stato che descrive una situazione fuori controllo in cui di fronte a questi controlli ci sia “chi scappa, chi sale su un pullman e se ne va e chi invece di esibire un documento inveisce contro gli agenti della volante e si rifiuta di farsi identificare. Da lì, come in questo caso, anche il rifiuto di salire a bordo della volante per farsi accompagnare presso il commissariato per farsi identificare. Nella colluttazione un agente è rimasto ferito, e per lui la prognosi parla di 30 giorni a causa di una brutta lussazione alla spalla destra, a causa della quale probabilmente dovrà anche sottoporsi anche ad un intervento chirurgico”.

“Chi risarcirà ora il poliziotto? Chi pagherà le cure per la riabilitazione? Di certo non il profugo che non avendo nulla non ha nemmeno nulla da perdere.

Per questo, essendo l’ennesimo episodio di aggressione nei confronti delle forze dell’ordine ad opera di chi dovrebbe rispettare il paese che li sta ospitando, come sindacato chiediamo che sia istituito un fondo che sia a garanzia per eventuali risarcimenti di danni causati da questi richiedenti asilo. Siamo stanchi di dover lavorare in queste condizioni, sbeffeggiati da questi individui. Bastava che lo stesso mostrasse il documento provvisorio, essendo ospitato poco distante dal centro di Chioggia e nulla sarebbe accaduto, E invece no, una continua sfida anche nei confronti delle forze dell’ordine”.

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“La beffa – prosegue Ugl Polizia di Stato – è che dopo aver ferito in maniera seria un poliziotto, lo stesso profugo si è anche rifiutato di farsi fotosegnalare. In un Paese normale è possibile che succeda tutto questo? E’ possibile continuare ad accettare tutto questo?”.

Da qui la richiesta di alcune priorità: dotazione di una pistola elettrica taser; norma giuridica che permetta alle forze dell’ordine di fotosegnalare anche chi si rifiuta con l’uso della forza; tutela di forze di polizia e cittadini per i danni provocati da chi non ha nulla come questi extracomunitari; espulsione coatta ed immediata che chi si rende responsabile di questi comportamenti”.

E sempre nella zona di Chioggia, nella giornata di mercoledì 10 novembre, si è registrata l’ennesima “rivolta” dei profughi ospitati al Bragosso di Sant’Anna (dunque sul confine con il Polesine). La protesta è stata tenuta sotto controllo per ore da polizia e carabinieri, ed è rientrata in serata.

Pare tra l’altro che nell’immobile risieda ancora anche colui che il 7 dicembre scorso ha colpito con un pugno un giovane operatore sociale che lavorava al Bragosso. A giorni è previsto il trasferimento di 30 profughi da da Sant’Anna a Brondolo.




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