Preside cancella il Natale: “Per non turbare bambini musulmani”

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E’ attacco al Natale. Non solo presepi blasfemi con due uomini al posto della Sacra Famiglia o bambinelli neri, non solo gommoni che sostituiscono le capannucce..
A Vallo della Lucania, cittadina di quasi diecimila abitanti in provincia di Salerno, i bambini dell’istituto comprensivo «Aldo Moro» dovranno adeguarsi alle direttive della dirigente scolastica, Nicoletta Iavarone che ha annullato il Natale.

La donna ha invitato i professori della scuola elementare e delle due succursali dell’infanzia, di non predisporre presepi artistici ed evitare di organizzare recite natalizie. Tutto per scongiurare disagi nei bambini di religione non cattolica che frequentano l’istituto: islamici.

Quando i genitori si sono posti qualche domanda: ma perché mio figlio non sta imparando le canzoni del Natale?

Dopo qualche giorno, la risposta è arrivata. Seppur informalmente da qualche professore. E a quel punto è scattata la rivolta. I genitori si sono rivolti al sindaco, chiedendogli un intervento immediato. Lui, Antonio Aloia – medico, nato a Caracas da genitori emigrati e tornato in Italia negli anni Settanta con la famiglia – si è piazzato subito al computer per scrivere una lunga lettera alla dirigente scolastica.

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«Lei avrebbe deciso, in maniera più o meno “velata”, senza in verità alcuna nota formale, di impedire la realizzazione del presepe artistico e di non far tenere le tradizionali recite di Natale – scrive il sindaco – cancellare il presepe, con tutte le iniziative e i riti connessi al Santo Natale, significherebbe cancellare la nostra Identità. Ben venga una scuola interculturale, ma colpire gli emblemi del Natale non garantisce il rispetto di alcunché, non produce una scuola e una società accoglienti e inclusive. I simboli della nostra Fede e della nostra Tradizione come quello del Presepe, mi consenta, non discriminano nessuno. È inconcepibile eliminare dalla scuola i riferimenti di una delle più importanti festività cristiane: così non si rispetta il credo religioso della maggioranza delle persone che comunque hanno il loro riferimento nella fede cristiana».

«Come ha affermato uno dei principi della laicità, Benedetto Croce, in un suo grande saggio dal titolo emblematico “Non possiamo non definirci cristiani”, i valori del cristianesimo hanno fecondato la cultura, la letteratura, la musica e l’arte del nostro mondo – ha concluso Aloia – ancora oggi tali valori costituiscono un prezioso patrimonio da conservare e trasmettere alla future generazioni. Coltivo la speranza che, dopo un’attenta riflessione, lei possa rivedere la sua decisione e consentire ai nostri bambini di vivere il Natale nella sua autenticità».




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