Diocesi Bologna, ogni prete avrà 10 africani per ‘amici’

Nella prima Giornata mondiale dei poveri, domenica 19 novembre, le parrocchie di Bologna non accoglieranno i poveri locali, ma i mantenuti africani in fuga dalla guerra in Siria ospiti dell’Hub di via Mattei, visitato da Bergoglio poco più di un mese fa.

“Vorremmo condividere un tratto di strada con gli ospiti dell’Hub, dove vivono quasi 500 fratelli appena arrivati in Italia”, scrive ‘Bologna sette’, il supplemento settimanale del giornale finanziato dai contribuenti italiani Avvenire curato dall’Arcidiocesi guidata da monsignor Matteo Zuppi. Noto per fare lingua in bocca con l’imam locale: metafora. Forse.

Per informazioni e per confermare la propria disponibilità il referente dell’iniziativa è sempre pui: don Matteo Prodi, nipote dell’ex premier Romano e molto attivo nella frequentazione di giovani maschi africani.

A cosa somiglia la boccuccia dell’arcivescovo Matteo Zuppi? Bravi.

“Il Papa ha chiamato i migranti ‘lottatori di speranza’ e potessimo diventarlo tutti noi bolognesi!”, scrive Bologna Sette con un fanatismo da seduta spiritica. L’appuntamento è alle 9.30 nella chiesa di San Giacomo della Croce del Biacco, dove ogni parrocchia conoscerà i propri ospiti: in ogni chiesa si celebrerà insieme la Messa e si condividerà la mensa, poi gli ospiti saranno riportati all’Hub. Tanto pagano i contribuenti.

E’ tempo di lasciare questi fannulloni che manteniamo con i soldi dell’8 per mille soli con i loro amichetti africani. Poi ci riprenderemo le chiese.



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