Euro2016: l’Inghilterra e la sostituzione etnica ‘lenta’

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La terza puntata la dedichiamo alla nazionale inglese, i ‘bianchi’ di sua maestà la regina. Il calcio inglese è in un certo senso lo specchio esemplare di quello che è accaduto negli ultimi tre decenni, passato da un isolamento che dopo l’Heysel ha visto sì un crollo del campionato locale, quasi a livello dilettantesco se paragonato alla Seria A di allora, ma anche lo sbocciare della migliore nazionale dal ’66 durante gli anni ’90. Poi l’apertura totale che oggi ha trasformato la Premier nel campionato più ricco, ma anche distrutto la tradizione inglese: il prossimo anno ci saranno più allenatori italiani – 4 – che inglesi.

Nel 1984 – al tempo furono solo 8 le qualificate finali – l’Inghilterra non si qualificò per la fase finale. Comunque questa è la squadra che partecipò ai mondiali del 1982:

L’unico giocatore esotico era Vivian Alexander Anderson. Negli anni cambierà tutto. Ma non poi così in fretta, visto che nel 2006, la formazione tipo era ancora questa:

A Euro2016 la sostituzione etnica ha fatto passi avanti:

Ben 8 su 23 sono ‘diversamente bianchi’.  La situazione è meno drammatica rispetto alla Francia, ma solo perché gli inglesi hanno una tradizione calcistica, in Francia il calcio è lo sport dei ‘poveri’. All’inizio naturalmente.

 




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