Arbitro gay si dimette, sollievo negli spogliatoi

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Dalla Gazzetta del Gossip:

In Spagna è stato il primo arbitro a dichiarare apertamente la sua omosessualità. Da quel giorno non sono passati nemmeno due mesi. Eppure Jesus Tomillero si è visto costretto ad interrompere la sua carriera. Il ventunenne arbitro andaluso, che dirige partite da 10 anni, ha fatto sapere che non arbitrerà mai più. Da quando ha fatto coming out ha vissuto giorni d’inferno, coperto di insulti, e non ha alcuna intenzione di continuare a vivere nella paura.

LA DENUNCIA — Gli episodi di violenza nei confronti di Tomillero sono cominciati a seguito di un’intervista rilasciata al quotidiano online “El Español”, in cui il giovane arbitro ha denunciato gli insulti omofobi ricevuti da un membro dello staff del Peña Madridista Linense, squadra militante nel campionato giovanile andaluso. L’arbitro, ospite più volte nei programmi televisivi spagnoli, non ha mai fatto mistero della sua omosessualità e ha continuato a raccontare la sua storia ma soprattutto a denunciare l’omofobia presente nel mondo del calcio. Tanto che il dirigente che lo aveva insultato è stato condannato dalla Federazione ad una squalifica di 9 giornate.

L’EPISODIO — Jesus Tomillero ha continuato ad andare avanti per la sua strada, facendo quello che ha sempre amato, ovvero arbitrare. Almeno fino a sabato scorso, quando uno spiacevole episodio lo ha costretto a dire basta. Durante la partita tra Portuense e San Fernando Isleño, Tomillero ha assegnato un rigore alla squadra ospite. Dagli spalti sono piovuti insulti e un grido: “Questo è l’omosessuale che va in televisione. Stai diventando famoso, brutto gay”. Tomillero non ha fatto una piega. Ha continuato a dirigere la gara. Ma al rientro negli spogliatoi ha preso la decisione più estrema e dolorosa: quella di smettere. “Ciò che mi ha fatto male è che tutto il pubblico rideva – ha spiegato ai media spagnoli – Sono abituato ad essere insultato, ma questa volta è stato davvero troppo”. Possibilità di tornare indietro? Poche se non nulle. “Sono stanco di tutta questa omofobia che pervade il calcio. Non posso più accettare tutti questi insulti”.

Tranquilli, andrà in televisione, che era poi il suo vero obiettivo. Si è mai sentito di un arbitro che chiamato cornuto tra le risate dello stadio corre a raccontarlo in tv e si ‘dimette’?

Ma queste sono le marchette della ‘omofobia’, che non esiste se non nella mente ossessionata dei gay.




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