Milizie cinesi a Prato: Marocchino legato a recinzione e massacrato di botte

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PRATO – I cinesi di Prato ora si fanno le milizie private. Sono stufi di essere rapinati dai nordafricani. Una bella finestra sulla bellezza della società multietnica che qui il PD ha portato in anteprima nazionale, con le sue folli politiche di apertura.

Alle 19 di mercoledì 20 gennaio c’è stata la prova generale. La scena a cui hanno assistito numerosi testimoni cinesi e italiani in via Tazzoli, tra via Filzi e via Pistoiese, è la seguente: un giovane ladro marocchino viene legato con fascette di plastica a una recinzione e pestato prima da tre orientali, ai quali se ne aggiungono altri, in totale una decina, prima di essere lasciato andare pieno di lividi e contusioni, che poi in ospedale verranno giudicate guaribili in 15 giorni. Loro lo pestano, noi paghiamo le cure.

Sabato 16 c’era stato l’affollato sit in organizzato dall’associazione Città del Cervo Bianco nella piazzetta dell’Immaginario, via Pistoiese, dove circa 200 cinesi hanno manifestato chiedendo più sicurezza per la loro comunità.

La guerra non dichiarata, ma in atto, è tra i cinesi e i banditi di strada nordafricani. le aggressioni agli orientali sono quasi esclusivo appannaggio dei giovani maghrebini. Ecco perché un marocchino che si trovi a passare da via Filzi, specie di sera, non è visto di buon occhio.

I cinesi distruggono il nostro tessuto produttivo con le loro imprese che non pagano tasse e assumono clandestini spesso bambini producendo così merce a basso costo che spazza via le nostre aziende dal mercato. Il tutto con l’appoggio del PD. Poi arrivano i nordafricani e fanno i predoni. E i cinesi chiedono sicurezza, senza pagare tasse. In mezzo gli italiani, che pagano e basta.




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