Ecco il boia di Foley: un rapper anti Occidente

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Si chiama Abdel Majed Abdel Bary, è ‘inglese’, ed è il sospettato numero 1 per la feroce decapitazione di James Foley, come riportato dal domenicale londinese “The Sun”.

Bary è arrivato bambino in Inghilterra, dove la madre si era recata per ricongiungersi al marito, che aveva ottenuto lo status di ‘rifugiato’.
E’ cresciuto in una lussuosa abitazione, sita a Maida Vale, zona nel cuore di Londra.
Non ha avuto insomma meno della media, anzi…

Nel suo profilo tweet, neppure 10 giorni fa, aveva già pubblicato una foto di quelle che tanto piace farsi ai tagliagole aldilà del Mediterraneo: un “selfie” con una testa mozzata tra le mani.

rapper boia 2
E non da meno, si era distinto per i continui ‘tweet’ in cui minaccia imminenti attacchi alla Gran Bretagna; attacchi peraltro confermati dai servizi segreti, secondo il Sun.

Aspetto che non può passare inosservato, è la ‘professione’ del più che presunto boia: Bary è infatti uno dei classici rapper immigrati di seconda ( se non terza) generazione, che si caratterizzano per le loro ‘canzoni’ colme d’odio e d’incitazioni alla violenza, contro la società che li ha accolti.

IL primo canale radiofonico inglese, lo vendeva come ‘rapper di talento’ fino al 2013, e ne rilanciava spesso i motivi.
Ora non lo fa più; perché il ragazzo si è stancato di cantare di terrorismo e violenza, e ha deciso di mettere in pratica.

Questo fenomeno dei ‘rappettari musulmani’, è in crescita, e in quest’epoca di ‘primavere arabe’ ( invero alquanto rigide), ha già mostrato espliciti collegamenti col terrorismo. Solo lo scorso Aprile, ad esempio un rapper ‘tedesco’ si è fatto esplodere in Siria, dove si era recato per sostenere i famosi ‘ribelli’ anti-Assad.
E si gela il sangue a pensare che in parlamento abbiamo un Khalid Chaouki, che qualche mese fa si è sentito in dovere di partecipare al video di una ‘canzone’ di uno di questi rapper, e poi anche di condividerlo su fb.
‘Canzone’, dal testo molto mite:

Il futuro è il nostro lo vogliamo in esclusiva, stanchi di elemosinare diritti e metterci in fila.
Da Palermo a Torino scoppierà un casino.

L’impressione è che se la si faccia fare bellamente sotto gli occhi; di questo passo, non resterà neanche la consolazione di dire che non eravamo stati avvisati.




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