
«Siamo in una dittatura, altro che Fassino», urla la folla. «È una tassa assurda. Guadagniamo 20 euro al giorno. Alle 8.30 inizia il sorteggio per i posti, la cosiddetta spunta, alle dieci iniziamo a lavorare e alle 12.30 dobbiamo smontare».
Dunque gli ambulanti chiedono anche di tenere le bancarelle per più ore: «Lavoriamo due ore e mezzo: non abbiamo tempo di tirare fuori la roba che dobbiamo ritirarla».
E il malcontento la fa da padrone: «Io non ho soldi – racconta Giuseppe Albergo, 64 – Non ho pagato il Vara. Questi che fanno? Mi hanno sequestrato il furgone con tutta la merce in piazza Madama Cristina».
«Il Piemonte con il Vara lo massacrano – urla Mario – Il Comune prende subito i soldi e invece noi lavoriamo tre ore per guadagnare una miseria».
Alla fine il gruppo si avvicina al cordone delle forze dell’ordine. Vuole parlare con il primo cittadino, ma a parte l’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta, non scende nessuno. Fassino ha altri impegni.

Perchè avete cancellato il mio commento di ieri che sputtana le vostre cazzate? Buffoni!