Torino: ambulanti e cittadini contro Fassino

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La rabbia degli ambulanti contro il Vara

TORINO – Fioccano le proteste contro Fassino e la sua giunta. Ieri gli abitanti della circoscrizione 6 contro il campo nomadi di Lungo Stura Lazio finanziato con i soldi dei contribuenti e fulcro del crimine, oggi gli ambulanti che protestano contro il Vara, l’ennesima tassa che i commercianti su area pubblica devono pagare all’amministrazione.
«Non ce la facciamo più – dice uno dei rappresentanti, Domenico Lione, 52 anni – Solo in Piemonte abbiamo il Vara (Verifica Annuale Regolarità Amministrativa). Una tassa impossibile considerando che ci costringe a versare 800 euro ogni tre mesi. Ma la cosa incredibile è che le altre regioni non ce l’hanno».

«Siamo in una dittatura, altro che Fassino», urla la folla. «È una tassa assurda. Guadagniamo 20 euro al giorno. Alle 8.30 inizia il sorteggio per i posti, la cosiddetta spunta, alle dieci iniziamo a lavorare e alle 12.30 dobbiamo smontare».
Dunque gli ambulanti chiedono anche di tenere le bancarelle per più ore: «Lavoriamo due ore e mezzo: non abbiamo tempo di tirare fuori la roba che dobbiamo ritirarla».
E il malcontento la fa da padrone: «Io non ho soldi – racconta Giuseppe Albergo, 64 – Non ho pagato il Vara. Questi che fanno? Mi hanno sequestrato il furgone con tutta la merce in piazza Madama Cristina».
«Il Piemonte con il Vara lo massacrano – urla Mario – Il Comune prende subito i soldi e invece noi lavoriamo tre ore per guadagnare una miseria».
Alla fine il gruppo si avvicina al cordone delle forze dell’ordine. Vuole parlare con il primo cittadino, ma a parte l’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta, non scende nessuno. Fassino ha altri impegni.




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