Torino: manifestazione contro il Campo Nomadi ‘tossico’

Vox
Condividi!

Uno striscione davanti al Comune

 «Siamo qui perché abbiamo presentato una delibera di iniziativa popolare, raccogliendo oltre tremila firme, per richiedere un intervento in Lungo Stura Lazio».

I cittadini hanno protestato ieri sotto il Comune di Torino contro la situazione di degrado causata dal campo rom: «Non vogliamo altri campi».

«In zona c’è stato un aumento esponenziale dei furti – è sconfortata Laura Montiglio, 72 anni – La gente, i pensionati che non hanno neanche i soldi per le inferriate, si barricano in casa. Non escono più per paura».  E poi c’è l’inquinamento – quello vero, non quello politicamente corretto del global warming – causato dalla lavorazione del rame proveniente dalla refurtiva razziata in città e nel quartiere. Ci sono le scorie della lavorazione abbandonate lungo le strade e nei terreni.

«Questi abusivi che sono oltre duemila – è arrabbiata Elena Alutto, 48, architetto – bruciano qualsiasi cosa: copertoni, metalli e i cavi liberando così la diossina. Li smaltiscono nei nostri polmoni. Non respiriamo più».

«È dal 2001 che combatto contro questo – sottolinea Luigi Baretti, 72 anni – Il Comune dice che prenderà provvedimenti, ma non è così. Nel 2001 dicevano che nel 2005 avrebbero costruito il Parco Stura».
«Non hanno servizi igienici – evidenzia Donato Scamuffo, 63 – e poi tutti abbiamo subito un furto, pure del rame dalle grondaie».

«L’amministrazione rossa di quarant’anni fa – racconta la signora Montiglio – con gli zingari in piazza Sofia ha fatto quello che stanno facendo adesso. Ma poi noi ci siamo fermati in mezzo alla strada e infine hanno portato via tutte le roulotte. I razzisti sono loro che li lasciano vivere così».

Vox

Poi la denuncia dell’ennesimo privilegio degli zingari: «Da un mese c’è la croce rossa e due pattuglie dell’esercito – interviene Baretti – Se noi, però, abbiamo bisogno di un’ambulanza non arriva».

«Da 55 anni vivo lì e adesso è sempre peggio. Se arrivano i turisti dall’autostrada Torino-Milano è uno spettacolo terribile. Quando c’è stata l’ostensione della Sindone passavano da lì». «Nosiglia – il vescovone che poi mica vive lì, ma nel lussuoso vescovado – li difendeva».

Ci sono anche le minacce da parte della mafia zingara: «Da quando lotto per migliorare le cose sono stato minacciato, derubato e danneggiato», conclude esasperato Luigi Baretti.

Dove sono i giovani, accusa Donato, perché i giovani non partecipano a questo tipo di proteste: «Se non ci fossimo noi pensionati, non ci sarebbe il movimento perché i giovani si disinteressano».

Ma in piazza non c’è solo il “Tavolo sociale Barca e Bertolla”, ma anche il gruppo spontaneo E/4: «Protestiamo contro i gas e i fumi tossici che si sprigionano dal campo rom – aggiunge Valter Cangelli, 54, ferroviere – contro la giunta comunale perché queste baraccopoli sono tante. Vogliamo legalità, non siamo razzisti. Vogliamo solo essere tutelati».

La giunta Fassino ha destinato oltre cinque milioni di euro agli zingari e alla ristrutturazione dei loro campi. Soldi sottratti alla collettività. Con questi risultati: perché gli zingari distruggono tutto quello che toccano, e un campo ‘ristrutturato’, dura l’arco di pochi mesi.

Intanto i cittadini devono vivere nel degrado.