Passi verso l’abisso: Australia riconosce “sesso neutro”

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Un altro passo verso l’entropia del mondo occidentale viene dall’Australia. Dove per rincorrere le deviazioni e i problemi psichiatrici individuali, un giudice – sempre loro in prima linea – della Corte d’appello del Nuovo Galles del Sud (Sydney) ha accolto il ricorso di un disadattato e he stabilito che è legale non identificare all’anagrafe il proprio sesso al momento della registrazione. Il tribunale ha così rovesciato un verdetto precedente, secondo cui tutti devono essere registrati all’anagrafe come maschio o come femmina, escludendo la definizione di “sesso non precisato”.

Il disadattato con problemi di “identità sessuale” è Norrie, 52 anni, scozzese, che dopo essere nato maschio, nel 1989 ha vouluto cambiare sesso e gli era stato rilasciato un attestato che lo dichiarava di sesso femminile, ma ora vuole essere identificato come «neutro».

Ecco la testimonianza dell’individuo con problemi: “Ho subito un intervento per avere la vagina, ma non ho mai preso ormoni perchè amavo essere androgino”, ha scritto Norrie sul proprio sito web. Anni dopo l’operazione è sorto il problema dei documenti: dichiarare di essere uomo era in contraddizione con il fatto di essere castrato e con le mie movenze femminili. Dire di essere donna rischiava di farmi arrestare per falso. La soluzione più semplice era quella di non avere alcuna identificazione sessuale sui documenti”. Ecco cosa accade quando la maggioranza insegue i capricci di chi invece andrebbe seriamente curato. Anche per il proprio bene. E mette in evidenza i problemi di confusione sessuale che possono creare gli interventi come quello subito da Norrie.

Il fatto che un individuo possa registrarsi in base alla propria percezione, e non a quella oggettiva degli altri, se estesa al limite, potrebbe portare a una miriade di varie identificazioni. Qualcuno, ad esempio, potrebbe voler essere identificato come “gatto”, potreste discriminare la sua “nuova identità”? E’ un mondo di matti. E’ il post-umanesimo.




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