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TREVISO – Gli accordi erano chiari. Lui, un profugo 23enne del Gambia, le avrebbe dato alcune dosi di droga, già confezionate e pronte per essere ‘usate’. Lei, una trevigiana tossicodipendente di 20 anni, le avrebbe dato, invece di denaro, un rapporto sessuale completo e all’aria aperta.
Il degrado arriva sui barconi. E noi lo manteniamo in hotel. L’Aids e le malattie infettive entrano così, nella nostra società: dalla porta delle componenti deboli della nostra società. Quelle che andrebbero protette, invece sono abbandonate alla mercé dell’immigrazione. Perché se scarichi spacciatori ogni giorno, il prezzo della droga scende ed è più facile da reperire, così più persone deboli finiscono nel tunnel. Ma questo, probabilmente è quello che i farabutti politici al governo vogliono: una popolazione di rimbambiti dal consumo di droghe. Sudditi ideali.

Lui sarà solo denunciato per spaccio con l’aggravante della prestazione sessuale. Ma rimarrà in hotel, a spese dei contribuenti. A spacciare droga per la città e infettare le ragazzine drogate.
E’ tempo di iniziare la caccia.
