Islamici vietano a italiani di entrare nei ‘loro’ quartieri: “Impuri da sgozzare”

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**La silenziosa colonizzazione islamica delle città italiane**

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In Italia, si stanno verificando cambiamenti significativi nelle dinamiche sociali e culturali. Sono il risultato di una “colonizzazione islamica” silenziosa¹. Questo fenomeno si manifesta in vari modi, tra cui l’istituzione di zone riservate esclusivamente ai musulmani, l’applicazione della legge coranica in determinate aree e la proibizione del parcheggio per i non musulmani in alcuni luoghi¹.

**Zone riservate ai musulmani**

Le cosiddette “no-go zones” islamiche sono quartieri in cui l’accesso è vietato ai non musulmani¹. Queste aree sono spesso associate a centri religiosi islamici e parcheggi inaugurati nel “nome di Allah”. Ad esempio, a Legnano, ogni venerdì, durante l’ora di pranzo, il parcheggio è vietato agli automobilisti che non credono nel Corano¹.

**Progetti di moscheizzazione**

Parallelamente, si assiste a un aumento dei progetti di “moscheizzazione”, ovvero la costruzione di nuove moschee. Nel 2016, l’Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia (Ucoii) e il Qatar hanno avviato una “nuova collaborazione” con la comunità islamica bresciana, battezzando il parcheggio della moschea come “piazza Allah”.

Mentre il nostro obiettivo è non farli integrare perché se ne vadano, il loro è speculare al nostro: non integrarsi per dare vita a tumori interni come in Francia, Belgio e Inghilterra. La differenza è che noi ne abbiamo il diritto: siamo a casa nostra.

La soluzione è quindi che non entrino e che quelli che ci sono vengano rimpatriati.

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Abrogare ricongiungimenti familiari risolverebbe già quasi totalmente il problema.

Invece, ci dicono che dobbiamo accogliere gli afroislamici. Come il profugo Hussein, che la guerra, invece, voleva portarcela in casa.

Hussien Abbs Hamyar, un iracheno di 29 anni, è stato arrestato nel 2019 con l’accusa di aver fatto pubblicamente apologia dello Stato Islamico. L’uomo, che risiedeva in un centro di accoglienza (Sprar) a San Nicola dell’Alto, in provincia di Crotone, aveva manifestato un atteggiamento di aperta intransigenza nei confronti delle altre persone, accusandole di non rispettare i precetti religiosi musulmani.

Per Hussein la legge dello Stato Islamico era più importante d’ogni altra cosa: “Non cambio mille bambini per una lettera del Corano, se Allah non mi accetta… che cos’è il padre, che cos’è mia madre che cosa sono i bambini… muoiono loro, muoio anch’io e nell’aldilà perdo tutto, adesso io sono su questa strada”.

Era nelle nostre strade. Ce ne sono altri migliaia. Quanti di loro tra i 195mila sbarcati da quando Meloni è premier? Quanti tra i 200mila arrivati coi ricongiungimenti familiari? Quanti tra i 500mila che farà entrare nei prossimi tre anni con decreti flussi?

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Hamyar aveva una storia di radicalizzazione. In passato, aveva fatto parte di Hezbollah, un’organizzazione paramilitare libanese. All’interno del centro di accoglienza, Hamyar visionava quotidianamente video riconducibili all’ISIS e inneggianti alla Jihad. Dopo l’attentato terroristico di Manchester del 22 maggio, si era dimostrato compiaciuto, pronunciando più volte la frase “Allah Akbar” (Allah è grande) e affermando: “L’Isis è buono, l’Isis è la mia vita, l’Isis per me è Dio”.

Le sue parole erano inquietanti: “Deluso… amo questo coltello nelle tue mani …. oh Allah con questa fede ti seguirò e con le mie gambe se Dio mi darà il senno prenderò gli infedeli dalla coda …”. In un’altra conversazione, riferisce alla sorella che, nonostante qualcuno gli abbia chiesto di rientrare nel suo paese d’origine per fare la guerra santa, è necessario che in questo momento egli rimanga dove si trova (in Italia), in quanto la sua missione, come sopra detto, è quella di redimere gli **infedeli**, riferendo espressamente che a queste persone dovrebbe essere tagliata la gola … “…sono cosi impuri che anche se leggi il Corano loro non hanno voglia di ascoltarti…”.

In una conversazione intercettata faceva riferimento al suo peso all’interno della moschea di Crotone, dove era solito recarsi in occasione della preghiera del venerdì. Hussein riferisce al suo interlocutore di avere il controllo della moschea: “ho il controllo di una moschea, parlo davanti ad altre persone…se non fai così qui non ti rispettano … hanno paura di guardarmi…“.

La lotta al terrorismo islamico non è una questione di sicurezza, ma demografica. Chiudere le frontiere e abrogare i ricongiungimenti familiari.

(1) BASTABUGIE – LA SILENZIOSA ISLAMIZZAZIONE DELL’ITALIA. https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5251.
(2) LA SILENZIOSA ISLAMIZZAZIONE DELL’ITALIA Progetti di nuove moschee …. https://www.donquirry.it/la-silenziosa-islamizzazione-dellitalia-progetti-di-nuove-moschee-zone-per-soli-musulmani-in-cui-si-applica-la-legge-coranica-parcheggi-vietati-agli-infedeli-e-intanto-una-suora-di-una-scuola-c/.
(3) Un nuovo dialogo tra Occidente e mondo islamico – Il Sole 24 ORE. https://www.ilsole24ore.com/art/un-nuovo-dialogo-occidente-e-mondo-islamico-ADcXRhEB.




2 pensieri su “Islamici vietano a italiani di entrare nei ‘loro’ quartieri: “Impuri da sgozzare””

  1. Lo scrivevo già negli anni passati è finita perché non è mai iniziata. Chi potrebbe fare qualcosa o è stato comprato dagli islamici, o non ha semplicemente il carattere per farla (o guarda solo al proprio immediato, tanto sarà un problema di altri). Siamo sempre più vecchi e quando loro saranno tanti, molti, la maggioranza, non sarà rimasto nessuno in grado di combattere e riprendersi quello che è andato perduto. La finestra per agire si è chiusa e non è mai stata ampia. Siamo fottuti, L’Europa è fottuta. Grazie anche a quella cazzo di religione di merda chiamata cristianesimo. Fossimo rimasti legati alle nostre vere radici pagane ora le spiagge sarebbero decorate dalle teste degli invasori.

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