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Letta fa entrare in Parlamento l’islamica anti-italiana: “In Italia cultura dello stupro”

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Arriva una pattuglia di giovani immigrati a Montecitorio. Un rinnovamento voluto innanzitutto da Letta.

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A guidarli c’è Ouidad Bakkali, 36 anni (in Italia da 31, nata ad Agadir in Marocco).

È diventata assessore (alla Cultura e alla scuola del comune di Ravenna) solo pochi anni dopo aver ottenuto il diritto di voto.

Si tratta di lei:

La candidata marocchina del PD: “In Italia c’è la cultura dello stupro”

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Ovviamente, come il compaesano Soumahoro è stata bocciata dagli elettori all’uninominale ma, a differenza sua, è stata ripescata al proporzionale:

Soumahoro fuori dal Parlamento: leader milizie afroislamiche sconfitto in seggio sicuro

I suoi avi hanno portato in Italia gli stupri dietro le truppe coloniali francesi. E Letta li ha portati in Parlamento. A casa.




3 pensieri su “Letta fa entrare in Parlamento l’islamica anti-italiana: “In Italia cultura dello stupro””

  1. Ho dato una letta veloce al suo curriculum ed è una persona che ha studiato, si è formata, quindi non è la classica opinionista o sbarcata da poco, per onestà intellettuale, ammetto che ha studiato veramentee la cosa le dà onore. Il quesito che pongo sempre è : quale cultura rappresenta o vuole rappresentare dal momento che è assessore alla cultura? Sembra una domanda banale, ma quando si parla di cultura bisogna stare attenti al loro obiettivo finale. La signora in questione se il centro destra glielo avesse mai chiesto, avrebbe accettato la candidatura?

    1. Mi perdoni, ma anche se e’ una mente eccelsa, in Italia non ci deve stare: il fatto che sia stata eletta, ne dimostra la perniciosita’. Gli stranieri in politica sono un assist alla propagandata ‘nuova normalita’ di una societa’ multietnica. E qui mi fermo per non essere censurato.

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