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Mentre dieci italiani affogavano nelle Marche gli scafisti di Stato ‘soccorrevano’ 500 clandestini

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Terzo maxi sbarco in una settimana a Crotone: nelle prime ore di oggi al porto di sono giunti 411 migranti salvati grazie ad una complessa operazione di soccorso della Capitaneria di porto di Crotone.

La Guardia costiera da alcune ore aveva individuato sui radar un peschereccio che seguiva una rotta anomala. E subito si sono fiondati, fanculo le Marche, i soldi li diamo a questi per fare il servizietto agli scafisti.

Verso l’imbarcazione, stipata di clandestini, è stato inviato il famigerato pattugliatore d’altura ‘Diciotti’ che aveva lasciato da poco il porto di Crotone dove giovedì mattina ha sbarcato 379 clandestini. Ecco a cosa servono i ‘pattugliatori’, ecco dove finiscono i soldi del carburante.

Nella zona era presente anche un’unità della Guardia di finanza che ha intercettato il barcone che, però, a causa di una falla ha cominciato ad imbarcare acqua. Per questo l’attività è diventata di tipo Sar (safe and rescue) ed è passata di competenza alla Guardia Costiera. Da Crotone è partita la motovedetta Cp310.

Ad accoglierli a Crotone sono arrivati gli ‘uomini’ di Capitaneria di porto e Questura ed i volontari a pagamento della Croce Rossa che hanno rifocillato l’invasore. Le ambulanze di Suem 118 e Croce Rossa hanno portato in ospedale 5 persone tra cui una donna incinta.

In una settimana la zona ha registrato lo sbarco di 1.110 clandestini (320 lunedì 15 settembre, 379 giovedì 15 settembre e 411 venerdì 16 settembre). Gli scrocconi sono stati infine condotti al centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto già gestito dalla ‘ndrangheta.

Intanto, mentre un imponente dispositivo di ‘soccorso’ e accoglienza viene ogni giorno predisposto per l’individuazione e lo sbarco dell’invasore, gli italiani morivano affogati nelle Marche.

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Qualcuno dirà che “non c’è correlazione”: stocazzo. C’è una correlazione diretta ed evidente tra i 35 miliardi spesi in questi ultimi anni per l’accoglienza – escluso quindi il dispositivo di soccorso – dei clandestini e la situazione disastrosa in cui versa il nostro territorio non curato e la nostra protezione civile. Ci fossero meno scafisti di Stato sulle motovedette e più pompieri pagati il giusto, ci sarebbero meno morti quando accadono eventi come quello accaduto nelle Marche.

Di più: neanche accadrebbero, perché i soldi verrebbero investiti per migliorare le infrastrutture e curare il territorio.

Sono 9 le vittime finora accertate dell’alluvione delle Marche, dove stanotte è caduta tanta arqua quanta solitamente ne cade in un arco temporale di diversi mesi. Questo ha causato allagamenti ed esondazioni. Intere città sono state travolte da un’ondata di fango e di detriti che ha invaso le case e tutti gli edifici,raggiungendo anche i piani più alti. Diverse persone sono rimaste intrappolate all’interno delle loro vetture, improvvisamente investite da un fiume assassino.

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È morto così, per esempio, Gino Petrolati, l’uomo che è stato trovato questa mattina all’interno della sua vettura a Bettolelle, una frazione interna del comune di Senigallia. Ed è straziante anche la storia di Fernando Olivi, un anziano signore che è stato trovato morto all’interno della sua abitazione. Per tutta la notte, il nipote aveva lanciato appelli tramite i social chiedendo che il nonno venisse aiutato a uscire di casa durante le ore più tragiche. “Aiutate mio nonno, vi prego. È al piano terra e siamo intrappolati in casa”. Un appello accorato e drammatico, che non è però riuscito a salvare l’uomo. Ferdinando Olivi è stato trovato questa mattina senza vita. Viveva a Pianello di Ostra, dove era molto conosciuto in quanto era un imprenditore molto presente sul territorio in qualità di Pianello di commerciante, ristoratore e per lunghi anni anche istruttore di scuola guida.

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Nello stesso comune sono morti il 52enne Diego Chiappetti, titolare di un’impresa idraulica, Andrea Tisba, di 25 anni e il padre Giuseppe, di 60 anni, che nella precedente amministrazione ha ricoperto il ruolo di assessore comunale. Nel vicino comune di Trecastelli è morta, invece, Marialuisa Sereni, di 72 anni: la sua famiglia è riuscita a mettersi in salvo ma lei è stata travolta dalla furia dell’acqua. Ci sono state vittime anche a Barbara, dove Rina Febbi, di 75 anni, si trovava all’interno dell’abitazione con il marito. Tra le vittime c’è anche un bambino di 8 anni, figlio della farmacista di Barbara. Ma c’è anche una ragazzina di 16 anni, che è stata travolta dal fiume di fango e detriti insieme a sua madre, che risulta ancora dispersa. Il fratello, invece, è riuscito ad aggrapparsi al tettuccio dell’auto per non essere trascinato via. E sono ancora in corso anche le ricerche di una mamma e della sua bimba e di un altro bambino, che l’acqua ha strappato dalle braccia della madre.




2 pensieri su “Mentre dieci italiani affogavano nelle Marche gli scafisti di Stato ‘soccorrevano’ 500 clandestini”

  1. ALLORA FIGLI DI TROIA IN DIVISA!!!NIENTE DA DIRE????VI MORISSERO LE FAMIGLIE!!!!PUTTANE STATALI!!!ACCADRA’ AI VOSTRI FIGLI MENTRE SARETE A RACCATTARE NEGRI!!!NON VALETE UNO SPUTO!!!MORTE ALLO STATO DI MERDA ITALIOTA!!!

  2. Io invece chiedo come mai nessuno dei soliti pdioti non si inginocchia. Ai funerali di stato, se ci saranno, non presentatevi che è meglio, meno folclore e più onore.

I commenti sono chiusi.