Se non amassimo la nostra terra, ci basterebbe rimanere a guardare queste minoranze scannarsi tra loro. Invece dobbiamo prendere in mano la situazione.
Tra razzismo e omofobia chi vince? @ZanAlessandro pic.twitter.com/YJ6pFMi2sr
— Francesca Totolo 2 (@fratotolo2) June 21, 2022
La società multiculturale è un campo di battaglia. L’Italia va bonificata.

La società multiculturale è una società multiconflittuale.
Solo dei dementi potevano pensare il contratio, cioè ad una società in armonia.
Il problema è che a questi deficienti sono state lasciate le leve del potere.
A dover pagare SUBITO dovrebbero essere gli “ideologi” ebrei al soldo dei vari Rockefeller e Rothschild, che hanno tentato di sdoganare luridate per massimizzare i profitti dei loro padroni, mascherando questo scopo dietro “motivi d’armonia globale”.
Io credo infatti che Hitler(ebreo anch’egli) fosse una loro marionetta destinato ad essere sconfitto con lo scopo di sminuire una lotta di classe verso un’alta birghesia ebraica.
Infatti sono poi diventati una casta intoccabile, avendo dalla loro una mostruosa macchina della propaganda.
Consiglio di leggere
://www.michaellaitman.com/it/2016/12/01/cosa-possono-imparare-gli-ebrei-liberali-da-henry-ford/
”Ci siamo già passati
L’autolesionismo degli ebrei non è un fenomeno nuovo. Tiberio Giulio Alessandro, il comandante dell’esercito Romano che conquistò Gerusalemme ed esiliò il suo popolo, era un ebreo di Alessandria che biasimava la propria religione. Suo padre aveva donato oro e argento per la costruzione delle porte del Tempio che Alessandro distrusse. Nel momento in cui Tiberio Alessandro assalì Gerusalemme, egli era già diventato famoso per aver cancellato la sua comunità natale di Alessandria, provocando, secondo lo storico ebreo romano Tito Flavio Giuseppe, “un bagno di sangue nell’intera regione con 50.000 corpi ammassati”.
Gli ebrei della diaspora, pensarono di aver trovato finalmente una casa, dopo secoli di oppressione, nella Spagna del XV secolo. Lo storico Norman Roth scriveva che gli ebrei “coltivavano un legame unico con i loro ospiti spagnoli”. In Jews, Visigoths, and Muslims in Medieval Spain, Roth scrive: “Era talmente insolita la natura di quel rapporto (fra Ebrei e Cristiani) che in spagnolo veniva usato un termine speciale per questo… convivencia (coesistenza amichevole)”. L’esperta di storia Sefardita, Jane S. Gerber, aggiunse che, infatti, gli ebrei consideravano la Spagna “una seconda Gerusalemme”.
Eppure, più gli ebrei spagnoli venivano integrati, più l’odio attorno a loro cresceva. Secondo Roth, “Il ruolo dei conversos (Ebrei convertiti al Cristianesimo) nella società ha condotto a una feroce ostilità contro di loro, sfociata, alla fine, in una vera guerra” che si è sviluppata nell’Inquisizione, provocando l’espulsione definitiva degli ebrei dalla Spagna. Inoltre, l’Inquisitore Generale Tomás de Torquemada era egli stesso di origine ebraica, essendo sua nonna una conversa.
Avremmo potuto imparare dall’esperienza dei nostri antenati Sefarditi, ma non l’abbiamo fatto. Durante il XIX e il XX secolo, gli ebrei tedeschi hanno vissuto un processo molto simile a quello avvenuto in Spagna. Il libro Assimilation and Community: The Jews in Nineteenth-Century Europe, descrive come nel 1799, pochi anni dopo l’inizio dell’emancipazione degli ebrei, David Friedlander, uno dei più importanti capi della comunità ebraica, suggerisse agli ebrei berlinesi di convertirsi in massa al Cristianesimo. Dalla metà del diciannovesimo secolo, il Giudaismo riformato, progenitore ideologico dell’odierno American Reform movement, è andato così oltre nella ricerca di integrazione nella società cristiana tedesca che ha suggerito l’eliminazione della circoncisione e di rendere la domenica il giorno sacro per gli Ebrei.
Sappiamo tutti come si sono concluse l’assimilazione ebraica per gli ebrei tedeschi e la negazione del loro retaggio. La comunità ebraica americana di oggi è sulla stessa strada che i correligionari calcarono a Gerusalemme, in Spagna e in Germania. Finora non ho visto segnali per cui potrebbe finire in maniera diversa.
Perché così tanti ebrei odiano l’Ebraismo
Fin dall’inizio, noi Ebrei siamo stati diversi. I nostri antenati erano un insieme di individui di differenti tribù e culture che condividevano l’idea di unione al di sopra dell’odio o come scrisse Re Salomone: “L’odio provoca litigi, ma l’amore copre tutte le colpe” (Proverbi 10:12). In altri termini, i nostri antenati non avevano in comune un linguaggio, un luogo di provenienza o una cultura, piuttosto condividevano l’ideologia che l’unione al di sopra dell’ego fosse la strada per costruire la società.
Eppure, l’ego cerca sempre di rivendicare il suo trono. Gli Ebrei hanno coltivato la propria ideologia di unione nonostante i loro ego esplodessero e si sono sforzati di raggiungere lo scopo ultimo di amare gli altri come se stessi. Il popolo ebraico ha prosperato tutte le volte che ha avuto la meglio sull’ego. Tuttavia, quando l’ego ha trionfato, gli Ebrei hanno smesso di essere Ebrei e sono diventati quelli che erano prima: individui di diverse tribù e culture. In quei momenti, odiavano la loro unione forzata e detestavano il loro retaggio. In altre parole, quando gli Ebrei non possono unirsi, diventano antisemiti.”
://www.michaellaitman.com/it/2016/08/29/quale-motivo-esistono-ebrei-antisemiti/
AHAHAHAHAHHAH
Ma è la loro cultura, quindi…