Baby-gang di immigrati vogliono annichilire vittime italiane: “violenza gratuita e inquietante”

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«Al Ferrante Aporti? Non ci voglio andare. Meglio alle Vallette, conosco due tipi che sono dentro e mi possono proteggere. Se mi portate là, guadagno punti e rispetto». Così ai carabinieri il capo di una baby gang di immigrati a Torino. Le città del nord sono devastate dalla presenza dei figli degli immigrati arrivati coi famigerati ricongiungimenti familiari che tanto piacciono alla Chiesa Spa perché ‘carne fresca’.

“In ogni episodio si assiste al totale annichilimento della persona, letteralmente invisibile sul piano emotivo agli occhi degli autori dei reato, pure loro coetanei e in astratto più vicini”. Questo, secondo il giudice, era l’atteggiamento della baby gang che terrorizzava i ragazzini in metropolitana a Torino. Incastrati dalle telecamere, arrestati dai carabinieri di San Salvario, stamattina i quattro ragazzi sono comparsi davanti al giudice per l’interrogatorio dì garanzia. L’accusa mossa nei loro confronti è di aver agito senza preoccuparsi della “gratuita e inquietante sproporzione tra la violenza usata e la utilità conseguita, talvolta completamente assente, non avendo le persone offese nulla con sé, circostanza questa assai prevedibile in ragione della età delle vittime, difficilmente aventi disponibilità economica”, è una delle contestazioni del gip.

Gli episodi contestati sono l’ennesima testimonianza di un fenomeno preoccupante, quello delle cosiddette “bande fluide” cresciute nei quartieri afroislamici di Torino.

Bande composte da immigrati di seconda generazione, legati dalle amicizie nate nello stesso “degrado sociale, culturale ed economico di una importante porzione dell’esordiente tessuto sociale”. Fluide perché agiscono “in una composizione numerica che muta di volta in volta, ma che vede il concorso di almeno due persone”. Se i componenti cambiano, il modo di agire è lo stesso, come una firma. “Gli indagati si avvicinavano alle persone offese, accerchiandole o comunque mettendosi in modo tale da impedire loro qualsiasi movimento, talvolta usano un coltello per minacciare, altre volte ne minacciano l’uso, ora usano l violenza, ora ne prospettano il ricorso. Non si fermano se le persone offese sono in coppia, mostrando di potere contare sulla loro soverchiante capacità intimidatoria, né si fermano davanti alle forze dell’ordine, verso cui hanno continuato a mostrare lo stesso atteggiamento usato nei confronti delle vittime delle rapine, ossia una condotta sprezzante, svilente, caratterizzata da una delirante sfida”.




3 pensieri su “Baby-gang di immigrati vogliono annichilire vittime italiane: “violenza gratuita e inquietante””

  1. Se servisse,mi farei dare da loro il coltello per tagliarmi le palle davanti a loro se servisse a richiamare l’attenzioen con gesti eclatanti.
    Tanto a cosa serve generare figli se non per farli diventare loro carne?

I commenti sono chiusi.