Papà e figlio italiani massacrati di botte da ghanesi: “La Polizia neanche è intervenuta”

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Che le cose stiano andando sempre peggio lo sanno bene, perché da quanto hanno rilevato il bar, due anni fa, di episodi simili ne hanno visti parecchi. Detto questo, probabilmente non si aspettavano un’aggressione del genere per futili motivi. Scene da far west in corso Vittorio Emanuele, una delle aree più problematiche del centro cittadino, dove domenica pomeriggio i titolari del bar tabaccheria Tropical, a pochi metri da piazzale Natale Bruni, sono stati aggrediti e malmenati da un gruppo di spacciatori che frequentano la zona.

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L’episodio è avvenuto intorno alle 18 di domenica, quando al bar c’erano tutti i proprietari, una famiglia di origini cinesi formata da madre, padre e figlio. Tutto è nato dalla presenza di un powerbank, una batteria portatile (probabilmente per monopattini) che i titolari hanno trovato attaccata alla presa della corrente all’interno del negozio. Dopo aver chiesto a chi appartenesse e non aver ottenuto risposta, il barista ha staccato la batteria, annunciando la sua intenzione di buttarla. A quel punto, alcuni dei clienti presenti in quel momento, spacciatori conosciuti da residenti e commercianti, si sono scagliati contro il barista e suo padre, iniziando a colpirli con una serie di pugni e spintoni. Una vera e propria aggressione, con una violenza crescente: diversi i colpi inferti dal gruppo – probabilmente si tratta di giovani ghanesi – ai due baristi, che hanno avuto bisogno delle cure del Pronto soccorso del Policlinico. In particolare, il figlio ha riportato la rottura del setto nasale, mentre il padre ha il volto completamente tumefatto.

Gli aggressori si sono dileguati lasciando a terra i due baristi, che hanno chiamato la polizia e il 118: «La polizia non è intervenuta – raccontano i titolari – ma ci ha richiamati più tardi, mentre eravamo in ambulanza per raggiungere il Policlinico». Ieri al lavoro c’era solo il figlio, mentre il padre era a casa per cercare di recuperare dopo l’aggressione: «Abbiamo rilevato il locale da due anni – spiega il barista – e la situazione in questa zona è continuamente peggiorata».

Per quanto riguarda gli aggressori, dunque, si tratta di un gruppo di spacciatori piuttosto conosciuti in corso Vittorio Emanuele: «Sono persone che spadroneggiano nel quartiere – racconta un cliente del bar – e continuano a farlo da tanto tempo. Purtroppo questa zona del centro ormai è terra di nessuno, tra spaccio, prostituzione e sesso a cielo aperto nei vicoli laterali». Una situazione molto delicata che vale anche per la parte opposta della rotatoria di piazzale Bruni: su via Piave sono ricomparse le prostitute anche di giorno, mentre c’è chi consuma rapporti in un angolo dietro la chiesa del Tempio, anche nel tardo pomeriggio, sotto lo sguardo attonito dei passanti. Tornando alla zona di corso Vittorio Emanuele, commercianti e residenti chiedono maggiore attenzione: «Non è possibile vivere e lavorare in queste condizioni», chiudono i clienti del bar dove è avvenuta l’aggressione.

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Un pensiero su “Papà e figlio italiani massacrati di botte da ghanesi: “La Polizia neanche è intervenuta””

  1. Quel bar lì lo conosco benissimo, nel senso che senso che so dove è. È dietro l’accademia militare, in una bellissima zona, a pochi passi dalla stazione ferroviaria e purtroppo il problema della droga è vecchio. Ora si sono aggiunte anche le prostitute. Ma Giancarlo Muzzarelli, il sindaco cosa fa?.

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