TERRORISTA TUNISINO LIBERO DI OPERARE IN ITALIA PER DUE MESI DOPO SBARCO A LAMPEDUSA – VIDEO

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L’immigrato di questa notizia:

Lamorgese importa i terroristi tunisini in Italia: “ISIS è sui barconi”

Risulta essere sbarcato in Sicilia alla fine di agosto, dove ha richiesto di entrare nel circuito di protezione internazionale.

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Invece di essere immediatamente rimandato in Tunisia, è stato assegnato ad una struttura di accoglienza in provincia di Venezia, nella prima periferia di Mestre. Una cosa scandalosa: perché le navi su cui fanno la quarantena, non li riportano in Tunisia invece che scaricarli in Italia? Che guerra c’è in Tunisia?

Solo ad inizio ottobre il servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia (Scip) ha comunicato alla direzione centrale della polizia di prevenzione che le autorità tunisine, tramite Interpol, avevano segnalato la presenza in Italia di un cittadino tunisino membro di una cellula terroristica contigua all’ Isis, che già operava in Tunisia con attacchi esplosivi. Negli stessi giorni la notizia è stata comunicata anche dall’Aise, che ha aggiunto che il soggetto in questione era sbarcato in Sicilia.

La direzione centrale della polizia di prevenzione ha quindi svolto i tardivi controlli, individuando nel 25enne un soggetto dalle generalità compatibili con quelle segnalate: dopo oltre due mesi!

Solo a questo punto l’africano è stato posto sotto sorveglianza e, una volta identificato con certezza grazie alla comparazione delle impronte con quelle inviate dalle autorità tunisine, è stato trasferito nel Cpr (Centro permanenza per il rimpatrio) di Gradisca di Isonzo, in quanto ritenuto un soggetto socialmente pericoloso. Il 23 novembre le autorità tunisine hanno internazionalizzato il mandato di arresto e il 24 il tunisino è stato effettivamente arrestato. Il 27 novembre, infine, la procura di Trieste ha convalidato il fermo in attesa di rimpatrio.

Insomma, questo terrorista islamico, come chissà quanti altri, ha avuto possibilità di girare libero sul nostro territorio per mesi. E Lamorgese non si dimette. Anzi, spaccia il tutto come una operazione di successo: ma siete scemi?

L’uomo “in realtà, potrebbe ora chiedere di essere processato in Italia – spiega Ferretti -, ma non si è ancora espresso sul punto. Al momento la polizia italiana non sa comunque “quanti attentati abbia compiuto in Tunisia, se li abbia effettivamente compiuti o quale fosse il suo ruolo nell’organizzazione”. Di certo, “la vicenda dimostra che il sistema organizzato ha funzionato”, evidenzia Ferretti. “Il sistema italiano è un’eccellenza, la nostra Digos si conferma il terminale di un sistema complesso”, aggiunge il questore di Venezia Maurizio Masciopinto.

Per gli inquirenti, è un componente di una cellula di ISIS attiva in Tunisia che progetta attentati con esplosivi. Anche se ora le nostre autorità assicurano non in Italia. Loro, che per due mesi se lo sono perso.