Guardia Costiera ci porta altri 420 invasori: impegnati aerei e navi, ecco per cosa pagate le tasse

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Intensa attività oggi per i presunti militari della Guardia Costiera italiana, impegnata in due operazioni di soccorso.

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Di poche ore fa è l’intervento di una motovedetta Sar della Guardia Costiera in favore di un barcone con 70 clandestini a bordo. Su ordine dei telefonisti degli scafisti fondati dal noto prete trafficante.

Tutti sono stati prelevati e portati a Lampedusa.

Nel frattempo la famigerata nave Dattilo della Guardia Costiera si sta dirigendo con più di 350 clandestini a Porto Empedocle. La scorsa notte è stata infatti impegnata in una complessa operazione, durata diverse ore, in favore di un peschereccio a più di 70 miglia dalle coste siciliane.

Il Centro Operativo nazionale della Guardia Costiera ricevuta la segnalazione, ha inviato sul posto la nave Dattilo e motovedette Sar della Guardia Costiera.

Ecco dove finiscono i soldi delle vostre tasse, a pagare questo complesso dispositivo di invasione. Compresi i presunti militari, ormai costretti ad essere crocerossine al servizio dell’invasione.

I clandestini sono stati caricati a bordo delle motovedette Sar della Guardia Costiera e successivamente trasbordati sulla nave Dattilo. Hanno concorso alle operazioni, sotto il coordinamento della Guardia Costiera italiana, un aereo Atr42 della Guardia costiera, un velivolo Frontex nonché quattro navi mercantili presenti in zona, che, viste le complesse condizioni meteomarine presenti nell’area, sono state impiegate per mitigare l’impatto del vento sulle operazioni, agevolando così il trasbordo in sicurezza dei clandestini in difficoltà.

E scommettiamo che questi si sentono anche eroi per avere traghettato in Italia centinaia di delinquenti, tra i quali – statistiche alla mano – spacciatori, stupratori e scrocconi.

Non servono nemmeno le Ong, c’è la presunta Guardia Costiera italiana.

Del resto, la Guardia Costiera è quella di questo video del 2017:

Poliziotti che pestano manifestanti e marinai che ci traghettano in Italia l’Africa. Il problema è lo Stato.