L’Italia paga Erdogan e lui ci invia altri 220 clandestini: ‘militari’ corrono a prenderseli a 70 miglia dalla costa

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Ricordiamo che i delinquenti non sono solo gli scafisti, ma anche i clandestini che pagano 15mila euro per venire a scroccare in Italia ed Europa. Invece di andarli a prendere a 70 miglia, andrebbero respinti. Ma finché paghiamo presunti militari perché giochino a fare le crocerossine, scaricando sulle spalle degli italiani migliaia di invasori da mantenere, e anche migliaia di spacciatori, stupratori e terroristi islamici, il problema non si risolverà.

Smantelliamo i ‘soccorsi’ in mare e avremo risolto metà del problema.

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”Nella notte appena trascorsa altri 220 migranti sono sbarcati, da un barcone, a Santa Maria di Leuca e trasferiti al centro di accoglienza di Otranto ormai al collasso. Ai soccorritori hanno dichiarato di essere partiti cinque giorni fa dalla Turchia. Se fosse vero, sarebbe l’emblema del fallimento delle politiche europee sull’immigrazione”. Lo dichiara l’eurodeputato Raffaele Fitto, co-presidente del gruppo europeo Ecr-Fratelli d’Italia.

”Nessuna strategia ed azione nel Mediterraneo per un flusso migratorio oramai da anni fuori controllo – aggiunge – nonostante critiche, appelli e sollecitazioni, e, invece, paradossalmente cresce ancora di più dalla Turchia, dove, per volontà della Germania, la Commissione europea ha dato altri circa quattro miliardi (che si aggiungono ai sei già dati) per arginare il flusso dei migranti verso il centro Europa. Insomma, oltre il danno la beffa. Perché – conclude Fitto – alla fine è sempre l’Italia in prima linea a sostenere economicamente e socialmente tutti i costi dell’accoglienza”.

Come ha reso noto la Croce rossa del capoluogo salentino sono 220 i migranti giunti nella notte a Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce, a bordo di un grande peschereccio. L’operazione è stata supportata nelle operazioni di sbarco e accoglienza dai comitati Cri di Brindisi e Taranto che hanno fornito un “prezioso supporto logistico” ai volontari muniti di dispositivi di protezione individuale per il primo soccorso alle donne, agli uomini e ai tanti minori non accompagnati provenienti da Somalia, Pakistan, Afghanistan, Siria, Iran, India, Bangladesh e Turchia.

Secondo quanto riferisce l’organizzazione sono partiti da Izmir in Turchia e sono stati intercettati a 70 miglia dalla costa salentina dalla Guardia di Finanza.

I cosiddetti militari, con l’imbarcazione in avaria, sono riusciti a governare il peschereccio e a portare in Italia i clandestini.

Sul posto tutto il dispositivo del business accoglienza: medici Usmaf, i militari della Gdf, le forze di Polizia, i carabinieri, il 118 Asl di Lecce, la Prefettura, la Caritas e gli amministratori di Santa Maria di Leuca, che hanno fatto sì che tutte le operazioni si svolgessero nel minor tempo possibile.

C’è chi definisce ‘eroi’ i traghettatori in divisa: eroe è il tassista di Liverpool, loro sono i collaborazionisti che portano i terroristi a casa nostra.

L’avvistamento di una barca a vela che faceva presagire un eventuale secondo sbarco si è successivamente rivelato un falso allarme: era un natante vuoto e abbandonato.

Grazie al cazzo, erano già sbarcati.




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