
«Ho bisogno di guerra». E’ questa la frase simbolo dell’accoglienza che in questi anni ha devastato l’Italia.
Il giovane bengalese in fuga da una guerra che non c’è, ne voleva portare una vera: a casa nostra, in Italia. Era un terrorista islamico.
Immigrato, come quello che rovesciando i secchioni dell’immondizia sull’asfalto, armato di un coccio di vetro minacciava i passanti urlando frasi contro l’Italia, spiegando di volere andare via dal Paese.
O come il somalo che ‘fuggito dalla guerra’ è venuto a sgozzare bambini in Italia.
Non fuggono dalle guerre, le vogliono portare in Italia. Hanno sete di sangue: il nostro.

Rastrellamenti rastrellamenti ed ancora rastrellamenti. Concedergli 2 giorni per lasciare il paese volontariamente, poi procedere con rastrellamenti casa per casa strada per strada e successivo smistamento in appositi spazi (stadi scuole caserme palestre etc.). Stato di finale rimpatrio in navi aerei cargo, con viaggio gratuito verso il loro paesello.
Finanziato col bottino sequestrato alle ONG.
Vi facciamo SPARIRE, CAROGNE.