Branco immigrati pesta senzatetto italiana: non è razzismo?

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Uno Stato che preleva cinquemila afghani e trova loro casa in dieci giorni invece di cercare casa per i ventimila poveri italiani che, come questa povera donna, vivono per strada.

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La prima preoccupazione dei poliziotti, una volta giunti in corso Vittorio Emanuele, è stata quella di sincerarsi delle condizioni di salute della donna, parte in causa nella lite ed ancora presente che, oltre a sembrare provata da quanto accaduto, recava una ferita alla fronte: nonostante gli inviti degli agenti, la donna ha categoricamente rifiutato di sottoporsi a cure mediche men che meno al trasporto in un nosocomio cittadino ed è sembrata indispettita dalle semplici richieste di chiarimenti dei poliziotti su quanto accaduto, non fornendo alcun utile elemento al prosieguo delle indagini.

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Sarebbe stato un testimone a chiarire quanto accaduto ed importanti spunti potranno essere acquisiti anche dalla visione delle immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso di zona.

La Polizia di Stato è quindi alla ricerca dei due giovani stranieri.




13 pensieri su “Branco immigrati pesta senzatetto italiana: non è razzismo?”

  1. Si ma l’ autorazzismo dei bianchi è imposto, io non ce l’ ho di sicuro. E confermo che non amo certo chi ci odia a priori per razzismo contro di noi.

    1. L’autorazzismo rientra benissimo nel piano dei globalisti ebrei:

      “Whiteness has nothing to do with culture and everything to do with social position. It is nothing but a reflection of privilege, and exists for no reason other than to defend it. Without the privileges attached to it, the white race would not exist, and the white skin would have no more social significance than big feet. (…) The goal of abolishing the white race is on its face so desirable that some may find it hard to believe that it could incur any opposition other than from committed white supremacists. (…) we intend to keep bashing the dead white males, and the live ones, and the females too, until the social construct known as ‘the white race’ is destroyed—not ‘deconstructed’ but destroyed. (…) If you are a white male, you don’t deserve to live. You are a cancer, you’re a disease, white males have never contributed anything positive to the world!”.

      Questa monnezza era Noel Ignatiev, ebreo, di Harvard, per fortuna morto. Ma molti rimangono. Avanti un altro.

      1. Mi colpisce molto l’ultima parte del discorso fatto da questa lurida merda razzista, ovvero che “i maschi bianchi non hanno contribuito a nulla di positivo nel mondo”: la malafede induce a dire simili menzogne.

        La storia e l’estetica dicono che la razza bianca è la razza superiore. Chi dice il contrario è solo invidioso, oltre che in malafede. Gli autorazzisti bianchi, inconsapevoli di appartenere ad una razza superiore, vanno semplicemente trattati come malati mentali. Non è normale odiare sé stessi, specie quando si è meglio degli altri.

        I ne(g)ri dovrebbero disprezzare sé stessi, perché sono orrendi esteticamente e sono esseri inutili, a cui interessa solo scopare. Invece gli ebrei razzisti anti-bianchi li usano come burattini contro di noi e li hanno fatti convincere di essere la “nuova razza superiore” a cui tutto è concesso.

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