Preside Milano ‘vieta’ Ramadan agli studenti:”Svengono in classe”. Imam protesta

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Studenti islamici esigono Ramadan, scuola milanese lo vieta: «Non in Italia», islamici minacciano

Una circolare emessa dalla preside dell’Istituto Comprensivo Olmi di Milano vieta il ramadan a scuola. Esplode la polemica: “è islamofobia”.

La preside, Laura Barbirato: “Nessuno vuole negare la libertà di scelta, però abbiamo avuto bambini che sono svenuti a scuola a causa del digiuno, altri che non hanno potuto più fare attività sportiva o partecipare alle gite, in quanto, andando verso il caldo, non solo la privazione del cibo,ma soprattutto quella dell’acqua era un problema che interferiva sul benessere psicofisico dei bambini”.

“Il Consiglio di Istituto – continua la dirigente scolastica -ha preso visione di quanto prescritto nei testi di riferimento in merito al digiuno: sono esenti dal digiuno i minorenni, gli anziani, i malati di mente, i malati cronici, i viaggiatori, le donne in stato di gravidanza e ha deciso di riportare anche sul modulo, che i genitori sottoscrivono per accettazione all’atto”.

Ma la questione è un’altra: che ci fanno i musulmani a Milano, in Italia?




3 pensieri su “Preside Milano ‘vieta’ Ramadan agli studenti:”Svengono in classe”. Imam protesta”

  1. Condivido la scelta della preside, perché digiunare e sopratutto non bere è rischioso, se ci tengono possono digiunare Completamente la sera o mangiare meno. In secondo luogo si afferma il principio che nel rispetto delle libertà religiose, qui ci sono leggi statali e divine, siamo sempre noi italiani, in questo caso, a fare un passo indietro e loro due avanti. Questa volta è le altre volte va bene così, hanno già il menù religioso e l’esenzione dell’insegnamento della religione cristiana. Basta.

  2. Queste cose sono solo gesti dimostrativi, un modo come un altro per mettere il piedino avanti e dimostrare il peso della propria ingombrante presenza. In caso contrario, non vedo dove starebbe la difficoltà nel praticare il digiuno senza informarne la scuola. Nel caso degli studenti che frequentano la mensa, sappiate che la presenza a mensa deve essere comunicata in anticipo, e basta una comune segnalazione di astensione per prendere su baracca e burattini e portare i propri figli a mangiare a casa propria (o a digiunare a casa propria, senza che nessuno abbia titolo a controllare), fosse anche solo per un giorno. Senza tanto polverone. Ma è proprio il polverone, quello che vogliono, perché sanno che nella nostra cultura strumentalizzare i “minori” paga, eccome se paga!

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