Legge Zan contro la libertà di espressione rispedita indietro

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“La calendarizzazione del ddl Zan non è tecnicamente procedibile”. E’ quanto scrive su Facebook Andrea Ostellari, presidente leghista della Commissione Giustizia del Senato al termine dell’ufficio di presidenza dell’organismo, dove M5S, Pd, Leu e Iv, hanno chiesto la calendarizzazione del ddl Zan, sui reati connessi all’omofobia. “Lo avevamo segnalato sin da novembre. Evidentemente qualcuno non aveva letto bene le carte. Ora si rimanda quel testo, con altri 4, al presidente del Senato per la rassegnazione. Quante polemiche inutili e quanti commenti in questi giorni… bastava studiare”.

“C’è un problema di tipo tecnico da risolvere, devono essere riassegnati i testi di altri 4 ddl analoghi, che devono essere congiunti al ddl Zan, prima di un possibile incardinamento”. I 4 ddl assimilabili, indicati dal presidente Ostellari, che sono in sede redigente, finiranno nell’ufficio della presidente del Senato, Elisabetta Casellati, e andranno quindi trasferiti in sede referente, per poi eventualmente calendarizzare le norme.

Il riferimento alle altre proposte, fatto da Ostellari, è ai quattro ddl, in sede redigente. Il ddl n. 1176, primo firmatario Maiorino (M5S) “modifiche agli articoli 604 -bis e 604 -ter del codice penale e istituzione della giornata nazionale contro l’omotransfobia nonché dei centri antiviolenza per le vittime di omofobia e transfobia”, assegnato 4 luglio 2019.

Ddl n. 1430, primo firmatario Unterberger (Aut) “modifiche al codice penale in materia di contrasto dell’istigazione all’odio e alla discriminazione di genere” assegnato il 14 gennaio. Ddl n. 1613, primo firmatario Evangelista (M5S) “modifica gli articoli 604 -bis e 604 -ter del codice penale e ulteriori misure volte alla prevenzione e al contrasto del linguaggio d’odio” assegnato il 25 febbraio 2020 ( sede redigente)

E ancora ddl n. 59, Cirinnà (Pd) “disposizioni in materia di contrasto alle discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere” assegnato il 3 luglio 2018.




3 pensieri su “Legge Zan contro la libertà di espressione rispedita indietro”

  1. NOI non odiamo i froci……… NOI non ODIAMO NESSUNO, ne abbiamo assolutamente schifo!…
    il che è assolutamente differente, altrimenti mi faccio assumere come cameriere e in un tavolo vicino a quello di dimaio servo merda di cammello appena prodotta ad un mio complice, voglio vedere se sto finocchio la merda la gusta o ne ha schifo, con un frocio è la stessa cosa !! vicino al mio tavolo una checca isterica non ce la voglio, mi fa VOMITARE……….

  2. La “omotransfobia” non esiste: come è possibile fondare una legge su qualcosa che non c’è, occorrerebbe chiederlo a chi la sponsorizza.
    Esiste la violenza, ed è già punita.
    Ed esiste la decenza, ed è già superabile da tutti gli omotrans sulla piazza, ora anche al cinematografo, visto che il ministro del merluzzo ha eliminato pure ogni residuo di censura.
    Eliminata dal cinema, vogliono aumentarla nei vostri pensieri.
    Se poi vogliono descrivere come “fobia” un pensiero così diffuso da richiedere addirittura una legge apposita, questo significa che si tratta della “normalità” (che quindi è diffuso, consueto, ordinario, regolare, secondo natura) che costoro, una volta di più, vogliono soffocare e pervertire.

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