I pipistrelli della Nigeria portatori di Coronavirus e i nigeriani li mangiano

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Solo le frontiere ci salveranno dalla barbarie e dai virus.

I tamponi fecali ricavati da oltre 300 pipistrelli, catturati nel biennio 2010-2011 nel nord della Nigeria, sono stati analizzati con polimerasi a trascrizione inversa per accertare la presenza di arenavirus, Coronavirus, paramyxovirus, reovirus, rhabdovirus e di virus influenzale. L’analisi filogenetica indica un’ampia gamma di rotavirus presenti in questi mammiferi della Nigeria, in alcuni con rotavirus umano e in altri con nuove specie.

In Nigeria, i pipistrelli sono comunemente consumati da vari gruppi etnici. Attualmente, solo pochi studi sugli agenti patogeni virali zoonotici nei pipistrelli sono stati documentati in Nigeria, ad esempio, i lyssavirus, un virus simile alla SARS-CoV in un pipistrello dal naso a foglia a Zaria, Nigeria.

La stretta associazione dell’uomo e la frequente cattura e consumo di pipistrelli può rappresentare un pericolo per la salute pubblica.

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Lo studio, pubblicato su The American Journal of tropical Medicine and hygiene, ha esaminato i virus a RNA con impatto sulla salute umana, come arenavirus, CoV, paramixovirus (PMV), rabdovirus, reovirus, rotavirus (RV) e virus influenzali nei pipistrelli di Plateau State, Nigeria.

Sangue, tamponi fecali e campioni di tessuto sono stati raccolti e conservati in azoto liquido sul campo e successivamente a -80 ° C. Successivamente, è stata eseguita la selezione casuale di una raccolta rappresentativa dei campioni di tampone fecale (n = 95) ei campioni sono stati spediti al CDC, negli Stati Uniti, per il test del virus.

Questo studio ha rilevato l’RNA virale di CoV (8,4%), PMV (1,1%), reovirus (1,1%) e RV (15,8%) nei pipistrelli della Nigeria.

Il Rhinolophus spp. è suggerito come serbatoio di virus simili a SARS-CoV. Sebbene virus simili a SARS-CoV siano stati rilevati principalmente nei pipistrelli insettivori di Hipposideros sp. e Chaerephon sp., solo pochi sono stati rilevati da pipistrelli di Rhinolophus sp. nonostante studi approfonditi in Africa.

Per i ricercatori è necessaria una sorveglianza estesa a specie di pipistrelli più ampie per comprendere l’associazione dell’ospite con il virus clade SARS-CoV e SARS-CoV, e l’evoluzione del virus simile a SARS-CoV nell’ospite di pipistrello.

La sorveglianza del rotavirus nell’uomo e negli animali è stata esplorata in Nigeria a causa dell’elevata mortalità infantile dovuta alla diarrea del ventricolo destro. Questo studio è il primo a documentare la presenza di virus nei pipistrelli nigeriani che vivono in abitazioni umane e sono spesso consumati dalle persone a livello locale.

I ricercatori spiegano che – la diversità e la presenza di virus rilevati in questo studio è un’indicazione del rischio che i pipistrelli possono avere nell’origine di varianti interspecie che possono causare focolai di malattie negli esseri umani e negli animali domestici e selvatici. Pertanto, continuare la sorveglianza globale dei virus nei pipistrelli e in altri animali selvatici per comprendere l’origine, l’adattamento e l’evoluzione dei virus dei pipistrelli è importante per prevenire e controllare future epidemie di malattie zoonotiche.




3 pensieri su “I pipistrelli della Nigeria portatori di Coronavirus e i nigeriani li mangiano”

  1. In fatto a disgustose abitudini alimentarii ne(g)ri non sono da meno dei cinesi. Mangiano anche la carne di scimmia. Qualche anno fa fu pubblicato un libro che fu oggetto di critiche perché considerato “razzista”, di cui mi sfugge il titolo e l’autore, nel quale veniva spiegato che in Ghana mangiano i gatti.

    Capisco che devono mangiare, ma nessuno purtroppo capisce che per evitare queste cose è necessaria la sterilizzazione di massa degli africani.

    1. sono d’accordo

      dovremmo sterilizzare pure i leghisti veneti,
      poiche anche loro mangiano gatti come se fossero conigli

      Comunque sta storia del covid che origina dai cinesi che mangiano pipistrelli
      la credono ormai solo gli scienziati e i medici

      1. Sì in effetti si dice che in Veneto, soprattutto tra anziani e cacciatori, ci sia qualcuno che mangia gatti. Beh, chi lo fa spero gli venga una diarrea cronica che non gli passi più, e che venga assalito e infettato dai topi.

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