Congo, ucciso procuratore che indagava su omicidio italiani

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12 pensieri su “Congo, ucciso procuratore che indagava su omicidio italiani”

  1. Non sono certo un esperto di “relazioni internazionali” ma, al netto delle cose che non so, la soluzione che mi sembra più lineare, diretta e immediatamente praticabile è l’interruzione immediata di qualsiasi relazione con Congo, Ruanda e altri territori più o meno direttamente coinvolti. Il che comprende, ovviamente, il ritiro dei corpi diplomatici impegnati in quelle nazioni e la revoca della “assistenza” a qualunque faccendiere italiano abbia attività in corso sul posto (rientrino alla svelta e si dedichino ad altro). Ah, e l’espulsione dal nostro territorio nazionale di tutte le persone di origine anche lontanamente congolese, ruandese e via elencando. Metterli cioè in condizioni di riabbracciare i cari che hanno abbandonato sul posto e di prendersi cura di loro.

    1. Diciamo che ufficialmente per ora è solo “scomparso”.
      Poi, io potrei aggiungere che secondo me stava facendo qualcosa di “losco”; se lo faceva per lo “stato” o privatamente non saprei.

      Sbarcato all’aeroporto di Tirana ha affittato la macchina, si è fermato a Valona e a Scutari prima di arrivare dove hanno trovato la macchina bruciata coi “resti” (Puka). L’unico testimone (che è quello che ha allertato la polizia) è un agricoltore che passava di lì per caso e risiede ad oltre 50 Km al confine con il Kosovo.

      Il campione per l’esame del DNA è arrivato in Italia il giorno 11 febbraio.

      Gli Albanesi dicono che “sicuramente è stata una disgrazia”.

      1. Cercando un po’ ho trovato qualche altro particolare: una tale Klodiana Lala, giornalista pare di una certa fama dalle sue parti, sostiene che il Pecorelli non fosse in Albania solo per aprire un salone di bellezza ma anche per incontrare la madre del figlio e aggiunge anche che “l’azienda” del Pecorelli fosse registrata in Albania e non in Italia.
        In più le ossa erano sul sedile posteriore dell’auto e non al posto di guida.
        Il 26 gennaio scorso il negozio “Parruchieri Milano srls” del centro commerciale Valtiberino, intestato tecnicamente alla azienda albanese del Pecorelli è stato “sigillato” dalla sezione fallimentare del tribunale di Perugia.

        Un quadretto molto interessante.

      2. Ma se hanno trovato la macchina bruciata e con delle ossa dentro, e dopo due mesi dicono ancora che è scomparso… ci prendono per scemi? È ovvio che l’hanno bruciato vivo. E poi non dicono neanche a chi appartengono quelle ossa…

  2. Riguardo ad Attanasio, leggere i “giornali degli altri” è sempre interessante. Si sa per caso chi sarebbe il terzo Italiano che faceva parte del convoglio e che è scampato illeso?
    Gli “altri” parlano di tentativo di rapimento ma da noi mi pare di non aver sentito nulla in merito.

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