Berlino: metà bambini non parla tedesco

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A Berlino, il tedesco non è la lingua madre per il 45% dei bambini della scuola primaria. E non è certo detto che il restante 55% sia tedesco. Stiamo assistendo ad un genocidio sotto i nostri occhi, e non facciamo nulla per fermarlo. Chi si oppone viene perseguitato dagli Stati europei come ‘terrorista’ solo perché contro l’invasione, mentre i veri terroristi, che sono al governo, uccidono il nostro futuro.

Quasi 1,8 milioni di immigrati sono stati accolti sotto il regime di asilo negli ultimi anni, in particolare da settembre 2015, dopo che Angela Merkel ha lanciato il famoso “Wir schaffen das!” (“ci arriveremo”).




15 pensieri su “Berlino: metà bambini non parla tedesco”

  1. “BERLINO: METÀ BAMBINI NON PARLA TEDESCO” vs “, il tedesco non è la lingua madre per il 45% dei bambini della scuola primaria (ovviamente Vox non conosce la nozione di bilinguismo). Insomma il solito titolo fake

        1. No, vendono solo kebab bello mio. Non c’è nemmeno un crucco da oltre vent’anni e ci sono più donne col velo a Berlino piuttosto che Istanbul.
          E se aggiungi che in Germania ci sono più Turchi che Greci in Grecia il quadretto è completo.
          Ma per te queste cose sono dettagli.
          Quante lingue parli? Mezza?

          1. Detto tutto ciò quanto ho scritto rimane valido. Probabilmente parlo più lingue di te ma non vedo cosa c’entri.

  2. Non è tanto un problema degli stranieri, che tanto bestie sono bestie rimangono, quanto per i pochi autoctoni rimasti che non potranno mai seguire il normale programma. Rimanendo indietro nell’apprendimento è chiaro che si allungheranno i tempi delle scuole dell’obbligo, anche complice la frequenza a singhiozzo. Tutti questi fattori porteranno a lauree e diplomi bibblici, anche la preparazione di chi dovrà affontare il mondo del lavoro sarà lacunosa e scarsa… ma d’altro canto direte voi… QUALE lavoro??? Arriveranno piano piano al famoso esperanto optando per l’inglese che molti all’estero già conoscono, giusto per contrastare la babilonia in atto.

  3. Va tutto in linea con quanto affermato dalla Merkel, che la Germania non è il paese dei soli tedeschi, ma di chiunque venga a viverci. Che è una grandissima str***ata.

    Allora, bisogna essere precisi, il 45% di questi bambini residenti a Berlino, conoscono il tedesco, solo che non è la loro lingua madre. Questo significa che soprattutto in famiglia si esprimono nella lingua dei paesi di origine dei genitori. Figuriamoci, i turchi nati e cresciuti in Germania della terza generazione conoscono il turco come se fossero nati e cresciuti in Turchia. Ed è secondo me normale, perché quando uno Stato consente ad un nutrito e compatto gruppo allogeno, dotato di forte identità, è impossibile l’assimilazione.

    Anche se bisogna dire che la Germania non è mai stata assimilatrice degli stranieri, anzi, ha sempre permesso loro di mantenere la propria identità e i propri usi e costumi. Ma anche se lo fosse stata, coi Turchi non ci sarebbe riuscita, basti pensare alla Francia coi magrebini.

  4. Tutto il linea con il piano di sostituzione dei popoli. Chiamatelo Kalergi o Topolino, poco cambia, la sostanza resta.
    Qualcuno di questi delinquenti pensa di poter mesciare questa ‘carne umana’, l’unica cosa che otterrà sarà una reazione esplosiva, ossia la guerra (in)civile interna a tutte le nazioni occidentali con forte presenza allogena. Alcune saranno prese, altre resisteranno e verranno attaccate, anche dai paesi di arrivo dei migranti, Turchia in primis.
    E con una Nera e Donna, come ama farsi definire, al potere in America, non aspettiamoci niente di buono da oltre oceano. A meno che l’America stessa divenga un campo di battaglia.

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