Senegalese arrestato 12 volte per spaccio, giudice lo scarcera: “È reato lieve”

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Mbaye Diop, ha 40 anni, vive in Italia da almeno sei anni, di professione spacciatore. Il pusher senegalese è arrivato al settimo arresto per droga. Dal 2014 ad oggi, altre cinque volte è stato denunciato per lo stesso reato, sempre a Torino dove vive da qualche anno.

SIAMO quindi a 12 arresti o denunce per spaccio. Ma questo non basta alla solita toga buonista.

Il primo arresto risale al 26 aprile 2014. Dopo ogni fermo è sempre stato scarcerato, ha scontato solo una condanna per spaccio.

L’ultima volta, appena uscito dal carcere è stato fermato di nuovo dalla polizia a San Salvario. L’accusa è spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. Nello specifico cocaina, sostanza che spaccia abitualmente.

Ma per la giustizia italiana spacciare cocaina abitualmente non è un reato da carcere immediato. Attenendosi alla procedura prevista dalla legge, il pm Giulia Rizzo ne ha disposto la scarcerazione prima ancora dell’udienza di convalida. Diop è stato scarcerato meno di 24 ore dopo il suo arresto. In attesa del processo, al pusher senegalese non è stata applicata nessuna misura cautelare. Il motivo – spiega la toga nella disposizione – è la tenuità del fatto: spacciare abitualmente è un ‘reato tenue’. Come la capacità di comprensione di questo magistrato.

Due anni fa anche Il Giornale aveva dedicato al pusher senegalese un articolo. O almeno a un omonimo che ha la sua stessa età, lo stesso nome e vive nel suo stesso quartiere. Per sfuggire a un controllo della polizia, Mbaye Diop, che all’epoca aveva 38 anni, non aveva esitato a lanciarsi dal secondo piano di un appartamento dove abitava. Lo spacciatore, in quell’occasione, aveva con sé una borsa a tracolla contenente 34 grammi di cocaina, per oltre 3mila euro di valore nel mercato al dettaglio.




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