Azzolina vuole tutti a scuola il 8 dicembre, scienziati: “Una scemenza”

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Il governo valuta la bizzarra riapertura della scuola secondaria prima di Natale per poi richiuderla la settimana dopo, giusto in tempo per acchiappare il virus e poi portarlo a casa per le Feste. La Azzolina pensa al 9 dicembre. Sono proprio scemi, tutto per giustificare l’idiozia dei banchi a rotelle cinesi del rossetto con le gambe.

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Neanche il governativo professor Massimo Galli nasconde lo scetticismo per l’ipotesi di riaprire la scuola il 9 dicembre. «Una pessima idea, uno slogan politico e niente altro. Riaprire e poi chiudere per le vacanze, in un periodo come questo, non ha nessun senso. Dove sono le garanzie per i trasporti?», chiede Galli. «Per le strutture scolastiche? E i problemi dei trasporti sono stati risolti? Sarebbe più serio riaprire direttamente a gennaio. Il guaio è pronto a ripartire se perdiamo il controllo della situazione, con un rischio ora molto meno circoscritto rispetto al passato».

Tutti sanno che la riapertura delle scuole in modo indiscriminato è stata decisiva nel ridare velocità alla diffusione del virus attraverso i trasporti. Azzolina andrebbe arrestata per epidemia colposa insieme al suo governo di incapaci.




3 pensieri su “Azzolina vuole tutti a scuola il 8 dicembre, scienziati: “Una scemenza””

  1. Articolo: “Sono proprio scemi”

    Ancora?!? Dare dello “scemo” a chi fa cose che creano danno è un modo per assolverlo. Non c’è “scemenza” che tenga, in queste azioni. Al contrario, ci sono calcolo e determinazione in vista di obiettivi. C’è piena responsabilità per la bassezza etica e morale di quegli obiettivi. Il mio consiglio resta quello di smettere di sminuire l’avversario.

    In merito alla questione, ci sono almeno due ragioni per le quali una riapertura dal 9 al 23 dicembre sarebbe insensato:

    1) si andrebbe per l’ennesima volta a distruggere un equilibrio già precario che il personale è riuscito a raggiungere dopo lo scrollone della chiusura (che si sarebbe dovuta evitare, ma ormai il danno è fatto)
    2) ammettendo la gravità della situazione sanitaria (e io stento ad ammetterla), si andrebbe a “rinverdire” per niente la diffusione del contagio, con conseguente aumento della probabilità di dover chiudere nuovamente a gennaio/febbraio

    Arrivati a questo punto, anziché puntare ad una temporaneissima riapertura bisettimanale prima della lunga interruzione dovuta alle vacanze natalizie, avrebbe infinitamente più senso puntare a mantenere la sospensione della frequenza in presenza fino al 23/12, quindi puntare ad una riapertura stabile successiva alla chiusura natalizia. In questo modo, potrebbe (forse) essere possibile capitalizzare un prolungamento della dannosissima didattica a distanza per due settimane al fine di evitarne la ripresa (con ulteriore “scrollone” riorganizzativo e conseguente perdita di efficacia didattica/educativa) fin dal mese di gennaio/febbraio.

    Proprio l’illogicità a fin di bene di una eventuale decisione che porti alla riapertura porta a rafforzare l’idea che gli obiettivi di chi decide siano rivolti alla distruzione anziché alla distruzione. Dunque, si torna al punto iniziale: le decisioni che sembrano sbagliate se considerate in vista di un certo obiettivo, diventano razionali, nella loro bassezza, se considerate in vista di un altro obiettivo.

    Ho speso un bel po’ di parole, spero di essere stato convincente.

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