Ragazzina stuprata dall’immigrato: “Se parli ti taglio la testa, ti uccido”

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Violenza sessuale a Milano, ragazza stuprata dall’immigrato: “Se parli ti taglio la testa, ti uccido”. Nel cuore della notte è stata svegliata dal cugino del padre. L’immigrato, un 32enne che in quel momento era molto ubriaco, senza alcuna pietà l’ha violentata mentre la minacciava di non urlare perché altrimenti le avrebbe tagliato la testa, come aveva già fatto con qualcuno in passato.

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Vista la provenienza, da uno dei Paesi più brutali del mondo, patria delle gang più spietate, non c’è da dubitarne. Semmai c’è da chiedersi perché l’Italia debba accettare ospiti da questi Paesi.

La serata horror di una 19enne si è materializzata nell’hinterland di Milano, a Bresso, sabato scorso, ma la notizia è stata diffusa solo adesso dalle autorità. Con calma, quando si tratta di ‘loro’.

La violenza sessuale raccontata dalla vittima – La ragazza, di origine salvadoregna, non ha avuto altra scelta che subire lo stupro. Il giorno dopo, domenica, ha trovato il coraggio di parlarne con un’amica che ha subito lanciato l’allarme alla polizia, che ha fermato subito il presunto stupratore. La convalida del suo arresto da parte del gip Tommaso Perna che ha anche ordinato la custodia cautelare in carcere è arrivata venerdì 20. Il 31enne, anche lui di El Salvador, è accusato di violenza sessuale.

Il passato da killer dello stupratore: “Ho ucciso” – “Verso le 11 di sera – prosegue il racconto della vittima – è entrato nella mia camera il cugino di mio padre. Mi ha minacciata dicendomi che, se urlavo, mi avrebbe uccisa come ha già ucciso un’altra persona a El Salvador. Mi ha anche detto che questa persona l’ha uccisa tagliandogli la testa e gettandola in un posto lontano dal corpo. Mi ha detto che, se urlavo, avrebbe fatto lo stesso con me”.




3 pensieri su “Ragazzina stuprata dall’immigrato: “Se parli ti taglio la testa, ti uccido””

  1. Per me sono criminali anche se provengono da paesi “cristiani”, o si definiscono cattolici. Per me un criminale è criminale, non esiste un punteggio, come per la patente, piuttosto se è questo li stile di vita a cui dobbiamo inginocchiarci, è meglio fare espatriare i politici, cultori di questo stile.

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