Erdogan minaccia: ‘fateci entrare nella UE’

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“La Turchia si considera una parte inseparabile dell’Europa, con la quale condivide 600 anni di legami storici, e chiede che l’Ue mantenga l’impegno di accoglierla come membro”: è la minaccia lanciata dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, in un discorso rivolto ai membri al governo del Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp). “Chiediamo all’Ue di mantenere le sue promesse, di creare un legame più stretto con noi, mantenendo la loro promessa di piena adesione e rispettando gli impegni sui migranti, di non discriminarci o almeno di non farsi strumento dei nemici che prendono di mira il nostro Paese”, ha detto il presidente. “Non ci vediamo altrove che in Europa”, ha aggiunto, “vogliamo costruire il nostro futuro insieme all’Europa”.

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Gli attuali abitanti della Turchia sono meno europei dei più lontani armeni, che invece sono europei. Perché i turchi sono discendenti dell’orda asiatica che ha occupato Costantinopoli. Tranne parte della popolazione delle Ionia, siamo quindi in presenza di popolazioni mongole convertite all’islam.

“Non abbiamo problemi con l’Ue che non possano essere risolti attraverso la politica, la diplomazia e il dialogo“, ha aggiunto Erdogan. Tra i dossier aperti ci sono le ingerenze di Ankara in Libia e le esplorazioni di idrocarburi nelle acque contese del Mediterraneo che hanno portato a uno scontro con la Francia, poi acuito dal caso della decapitazione di un professore francese che aveva mostrato ai suoi studenti le vignette su Maometto.

Le parole di Erdogan appaiono come una minaccia all’Ue in vista del vertice di dicembre che dovrebbe discutere delle relazioni con Ankara. L’Unione ha adottato una “doppia strategia” verso la Turchia con cui ha messo sul tavolo la minaccia delle sanzioni, ma ha anche proposto un incremento delle relazioni bilaterali se il Paese anatolico metterà fine “ad azioni unilaterali contrarie al diritto internazionale”, come le esplorazioni di idrocarburi nelle acque contese del Mediterraneo. Con l’Ue, di gran lunga suo primo partner per importazioni ed esportazioni, la Turchia ha progressivamente raffreddato i rapporti dal 2016, quando fu stabilito di affidare ad Ankara (dietro compenso) la gestione di più di 3,7 milioni di immigrati siriani, che Erdogan usa come minaccia. Ora sta iniziando a fare lo stesso coi barconi dalla Libia, mentre noi teniamo i militari italiani a pattugliare le frontiere libanesi.

La Turchia entrerà in Europa quando i turchi in Germania saranno abbastanza da fondare un partito islamico filo-turco.

Per questo non possiamo non cacciare l’invasore islamico dall’Europa. Perché condiziona anche la nostra politica estera.




11 pensieri su “Erdogan minaccia: ‘fateci entrare nella UE’”

  1. La Turchia europea, quel pezzo di terra sotto la Bulgaria e accanto alla Grecia, andrebbe convertita al Cristianesimo e resa indipendente ed alleata dell’Europa. Quanto alla grande Turchia invece dovrebbe rimanere fuori, perché non sono cristiani e neanche ariani, quanto i paesi caucasici come Georgia e Armenia andrebbero ammessi. Fuori la Turchia e l’Azerbaigian dall’Europa!!

  2. Noi non abbiano nulla da condividere con il dittatore turco! Hanno sempre tentato di invadere l’Europa per centinaia ri anni, compiendo innumerevoli abomini e genocidi! Cosa cazzo vuole ora il sultano?? Già è tanto se l’occidente non gli butta le nucleari addosso.

  3. Il confine naturale orientale dell’Europa finisce al Bosforo. Non lo é la Russia parte dell’Europa (nel senso che forma un continente a sé), figurarsi se lo è la Turchia. Non pochi sostengono non solo l’ingresso della Turchia in UE, ma pure di Israele che si trova in Medio Oriente.

  4. Sono più ostinati delle mosche. Avete presenti quelle che insistono a rompere posandosi sempre nello stesso punto dal quale le avete già scacciate infinite volte? Non c’è altro mezzo per levarsele di torno se non facendo loro la posta per schiacciarle una volta per tutte, quelle.

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