Il coprifuoco alle 21 nascosto nel DPCM: è rivolta

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Nascosto nel DPCM c’è un coprifuoco di fatto che viene demandato alle autorità locali.

I sindaci avrebbero fatto presente al governo di ripensare il punto del Dpcm che “sembra funzionale solo ad attribuire ai sindaci la responsabilità di un coprifuoco di fatto”, si spiega. Ovvero la parte della bozza del nuovo Dpcm in cui si dice: “I sindaci dispongono la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private

Insomma, il governo non vuole prendersi la responsabilità di quello che è un coprifuoco di fatto.

Non siamo certo fan della cosiddetta ‘movida’, e ci sono zone delle città che dopo una certa ora si trasformano in latrine, diciamo che tra il coprifuoco e il caos totale dovrebbe però esserci una via di mezzo: il rispetto delle regole civili, l’assenza di tuguri etnici che vendono alcolici a tutte le ore e l’arresto per chi girovaga ubriaco.




Vox

2 pensieri su “Il coprifuoco alle 21 nascosto nel DPCM: è rivolta”

  1. Quanti mesi fa ne abbiamo parlato? L’unica cosa che mi consola è che per ora loro per noi funzionano come un orologio mentre loro non hanno nessuna idea di quanto noi si possa diventare matti.

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